Michele Buscio: “quella della LIS, una legge invisibile ai cittadini sordi molisani”

Una battaglia contro il sistema quella di Michele Buscio, giovane residente a Bonefro che, con un appello sul suo profilo Facebook, chiede alla Regione Molise il riconoscimento della Lingua dei Segni.

Michele Buscio è un giovane molisano di 23 anni, residente a Bonefro che, con tanta grinta e coraggio, sta portando avanti forte battaglia affinché le persone in stato di sordità possano vivere la quotidianità serenamente. Sulla sua pagina facebook ha chiesto di condividere in massa il suo appello:

Ciao a tutti amici, sono qui per rivendicare i diritti e infatti mi sento veramente deluso, schifato del Governo della Regione Molise, perché non ha mai discusso finora il decreto legislativo del riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS). Una legge nascosta anzi invisibile che noi cittadini sordi molisani aspettiamo da anni. Ci sono molte barriere da abbattere in questa piccola regione, soprattutto quando si parla d’inclusione sociale. La LIS non è un linguaggio ma è una vera e propria lingua e per questo riconoscerla come tale migliorerebbe la qualità della vita delle persone sorde e non solo. Soprattutto consentirebbe di avere la libertà di espressione come prevista dalla Costituzione Italiana (art 21). Tutto questo è inaccettabile e io grido a squarciagola: i diritti vengono prima di tutto e la Regione Molise deve riconoscere la LIS!

La Lingua Italiana dei Segni (LIS), è una lingua veicolata attraverso il canale visivo-gestuale, utilizzata come forma di comunicazione tra persone con deficit uditivo (ipoacusia o sordità) e/o persone sorde e udenti. E’ fondamentale che in ogni luogo sia promosso lo scambio relazionale e comunicativo con tutti, per permettere a qualsiasi persona una piena integrazione nei diversi contesti di vita.