Non vedenti, il Molise riconosce le prime due figure professionali specifiche

Educatore ed Operatore tiflologico: il Molise prima regione in Italia a riconoscere le due figure professionali. Nuovi orizzonti di lavoro per giovani e migliori servizi ai non vendenti

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Il Molise è la prima regione in Italia a riconoscere le figure professionali di educatore e operatore tiflologico. Grazie al lavoro progettuale del Consiglio regionale UICI Molise e dell’Istituto I.Ri.Fo.R. Molise e grazie alla ratifica della Giunta regionale si aprono così nuove opportunità di lavoro per le giovani generazioni. Si tratta infatti di figure professionali altamente specializzate e il loro riconoscimento ufficiale rappresenta un evento epocale sia per il valore e la portata culturale che le stesse figure rappresentano, sia per l’integrazione scolastica di studenti in situazione di cecità assoluta, parziale, di ipovisione lieve o grave.

Ne parliamo con Marco Condidorio (docente Unimol in scienze tiflologiche, membro dell’osservatorio per l’inclusione scolastica del MIUR e componente della direzione nazionale Uici Onlus) cui abbiamo domandato in che modo avviene oggi la facilitazione in classe per alunni con disabilità visiva.

Sino ad oggi – spiega Condidorio –  gli alunni e studenti disabili visivi si sono dovuti accontentare delle figure generiche degli assistenti alla comunicazione previste dalla legge 104/92, figure preparate per il supporto generico ma con curriculum diversi, raramente  attinenti con le necessità specifiche dell’alunno in situazione di disabilità visiva. Questo nel tempo ha determinato una sorta di caccia alle conoscenze e alle competenze spesso infruttuosa. Oggi, ed ecco la grande conquista, il riconoscimento dell’educatore tiflologico obbliga ad istituire percorsi formativi e professionali che tengano conto della specificità del curricolo istitutivo della stessa figura, della funzione di cui è titolare legittimo.

Nasce così ufficialmente l’esperto in scienze tiflologiche. Quali sono le sue caratteristiche rispetto al mediatore generico?

Ricordando che da tempo l’Uici promuove una cultura dell’attezione a questo tipo di disabilità e con essa il diritto di accesso all’alfabetizzazione, anche tiflotecnologica, digitale e strumentale, la figura professionale oggi riconosciuta sa approcciarsi al meglio all’alunno con minorazione visiva ed ha conoscenze e competenze nelle aree della tiflologia, ossia tiflotecnica, tiflodidattica ed informatica. Questa professionalità più che una funzione didattica, che appartiene al docente per il sostegno curriculare, deve esercitare il ruolo di educatore legato alle tiflotecnologie e/o agli strumenti e materiali per lo studio delle discipline.

Stiamo dunauqe parlando di un collaboratore tecnico, di un esperto degli strumenti utili alla didattica per problematiche visive…

Certo, anche l’insegnamento del codice Braille rientra nelle funzioni pedagogiche di quell’alfabetizzazione educativa indispensabile a permettere una reale integrazione dell’alunno, così pure la conoscenza e l’uso delle cartine geografiche, di quelle scientifiche, dei grafici in rilievo o con caratteri ingranditi, solo per fare qualche esempio.

Perché oggi il Molise è solo la prima regione a riconoscere queste figure? Perché si parla di innovazione?

Perché il pensiero dominante viaggia in direzione diversa, vorrebbe una figura omnicomprensiva sulle disabilità sensoriali o addirittura sulle criticità afferenti tutte le disabilità, un generalista del sostegno che, evidentemente non riesce a soddisfare alcuna specificità, perché si dovrebbe occupare di tutto. Ma di fatto non s’occupa di nulla. Così ci siamo battuti, abbiamo lavorato ad ogni livello e oggi, almeno per quanto riguarda il nostro ambito, abbiamo valorizzato al massimo la professionalità dell’esperto in scienze tiflologiche qual è l’educatore tiflologico che non vuole essere di sostegno alla didattica disciplinare ma viaggia sul percorso educativo specifico, con tutto ciò che afferisce la conoscenza e l’uso degli strumenti.

Qual è stato il percorso che vi ha portato oggi al riconoscimento di questa figura specifica?

Il Consiglio regionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti molisano, con il prezioso contributo dell’Università degli studi del Molise, l’I.Ri.Fo.R. Nazionale e regionale, la stessa scuola molisana, ha istituito vari percorsi formativi tra cui i più importanti sono stati il Master universitario di primo livello 60 CFU in Typhlology Skilled Educator e l’istituzione dell’insegnamento di tiflologia teorica e applicata presso il Corso di laurea in scienze della formazione primaria per il quale sono previsti ben 6 CFU, confermato dal Senato Accademico dell’UNIMOL anche per l’a.a 2018/2019.

Non sono mancate certo insidie e diffidenze, spesso veri stop a danno degli alunni e degli studenti stessi che si sono visti negare il diritto alla normalità e alla parità. Ma adesso posso dire che la data del 10 settembre è storica per una regione che sebbene piccola nel campo della tiflologia sta facendo scuola da vent’anni e che ha aperto la terza età della ricerca con studi, seminari volti alla formazione di figure esperte nelle scienze tiflologiche, aventi ruoli ben definiti, spendibili a sostegno del diritto allo studio e della socializzazione delle persone cieche assolute, ipovedenti lievi o gravi e/o con minorazioni aggiuntive.

Che cosa vi aspettate come associazione da domani?

Che la Regione Molise diventi volano nell’adozione su tutto il territorio nazionale di provvedimenti analoghi con l’obiettivo di rendere davvero qualificato tutto il percorso formativo in favore di ciechi ed ipovedenti. Per questo voglio sottolineare la grande sinergia fra diversi attori che a vario titolo hanno concorso al raggiungimento di un risultato così edificante: parlo dell’assessore regionale alla formazione e all’istruzione Roberto Di Baggio, al dirigente della Regione Molise Iocca e ai funzionari regionali Perrino e Meffe che insieme a me e alla segreteria regionale UICI Mari Correa hanno pazientemente tessuto questa tela.