Raccontare il passato e il futuro, un ostacolo per i bambini autistici

113
Autismo, lo zinco interviene direttamente sulle mutazioni genetiche

Ricostruire il passato e il futuro per il 40 percento dei bambini autistici è un’operazione mentale impossibile. Ciò si traduce nella difficoltà da parte delle persone affette da sindrome di spettro autistico a sviluppare discorsi coerenti e chiari durante le interazioni quotidiane. Secondo alcuni studi recenti, i problemi verbali dipendono dall’incapacità mentale di pianificare un discorso.

Un team di ricerca italiano composto dagli studiosi di quattro istituti: il Cosmic Lab dell’Università Roma Tre di Roma, il Dipartimento di neuroscienze dell’Ospedale Bambino Gesù, il Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Istruzione e Società dell’Università di Udine e il Claudiana di Bolzano, ha identificato due nuovi sottotipi di Disturbi dello spettro autistico, per i quali si stanno sviluppando test diagnostici mirati.

Attraverso una serie di test condotti rispettivamente su 66 e su 77 bimbi autistici e altrettanti soggetti sani per valutare la capacità di produrre il racconto di una storia coerente sotto il profilo temporale, è stato dimostrato che un sottogruppo dei bambini autistici (il 40 percento del totale) ha manifestato una notevole difficoltà nel produrre discorsi narrativi chiari e lineari. “Sino ad oggi si riteneva che questo limite fosse legato a difficoltà nel gestire le interazioni sociali o a difficoltà nel focalizzarsi sui dettagli a scapito delle informazioni importanti – ha spiegato Andrea Marini, del Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società dell’ateneo di Udine –  tuttavia secondo gli specialisti il freno è rappresentato proprio dall’incapacità di viaggiare mentalmente nel tempo, che si traduce in confusione e incoerenza”.

Conoscere questo specifico deficit legato ai viaggi mentali nel tempo può sfociare in programmi riabilitativi mirati a “potenziare le abilità compromesse”, come ha dichiarato Marini. Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile Irccs Ospedale pediatrico del Bambin Gesù, ha chiarito che individuare i sottotipi di autismo è una operazione importante per curare correttamente i bambini e per avere adulti autonomi in grado di fruttare al meglio le proprie capacità.

“C’è una grande eterogeneità clinica nell’ambito dello spettro autistico – ha spiegato Giovanni Valeri – Diventa quindi sempre più importante individuare dei sottotipi per avere terapie mirate e personalizzate”. Ed ha aggiunto: “Ricordiamoci che questi disturbi accompagneranno l’individuo per tutta la vita. Attualmente in Italia abbiamo un bambino autistico ogni 4 classi (1 su 100) e i costi complessivi per il sostegno sociale di questi malati è maggiore di quello per infarto, tumori e ictus messi insieme. Urgono interventi precoci e personalizzati per lavorare sulle singole compromissioni”.