Disturbi Specifici dell’Apprendimento: ricapitoliamo

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Nella Giornata Nazionale della Psicologia, che ricorre proprio oggi 10 ottobre, diamo avvio alla rubrica del Colibrì dedicata alla psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza in cui si affronteranno temi salienti e d’attualità nell’ambito.

pieraLa rubrica sarà curata dalla Dott.ssa Piera Giuliano, Psicologa, specialista in Psicologia Scolastica, esperta in Neuropsicologia dell’età evolutiva, Disturbi dell’Apprendimento, del Linguaggio e in formazione presso la Scuola di Psicoterapia Humanitas ad indirizzo cognitivo-comportamentale integrato specialistica per l’infanzia e l’adolescenza. La dott.ssa è responsabile del Centro ATTIVAMENTE, un centro che si occupa di Psicologia, Logopedia e Psicomotricità e segue bambini e ragazzi sia nel percorso di riabilitazione che di studio attraverso il servizio di doposcuola, il primo su Campobasso convenzionato Anastasis.

Oggi parliamo di DSA, ma cosa sono davvero? Facciamo il punto.

Quando si parla di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), si fa riferimento ad un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da alterazioni del funzionamento delle aree deputate alla lettura, alla scrittura e al calcolo (si parla rispettivamente di Dislessia per la lettura, Disortografia e Disgrafia per la scrittura e Discalculia per il calcolo).

I bambini con DSA presentano un’alterata elaborazione delle informazioni specifiche per i diversi moduli, ma non ha a che fare con problemi legati alla vista o all’udito. Spesso si parla di DSA definendoli difficoltà, ma la difficoltà è un rallentamento nei processi di acquisizione o di automatizzazione, non è innata, non fa parte del patrimonio genetico a differenza dei DSA. Il bambino con DSA è spesso definito lento, distratto, svogliato…ma queste non sono la causa del disturbo, bensì la conseguenza! Del resto chi ama fare ciò che fa con fatica?

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