ADOZIONE, EMOZIONI CONTRASTANTI E DIFFICOLTA’ DEI GENITORI

344
ADOZIONE, EMOZIONI CONTRASTANTI E DIFFICOLTA’ DEI GENITORI

Si sperimenta con emozioni contrastanti l’adozione, prima la grande gioia per l’arrivo, un sogno divenuto realtà, poi i primi problemi, con l’ansia e la paura di non farcela. Questo status interessa centinaia di famiglie, tra le oltre tremila che ogni anno in Italia prendono con sé un bambino straniero. Eppure non se ne parla. Se molto si è detto sulla depressione post partum, il cosiddetto “baby blues” ormonale che fa soffrire le mamme naturali, pochissimo si dice della Pads, la “Post adoption depression syndrome”, un problema che riguarda il 65 per cento dei genitori che fanno un’adozione internazionale. In Italia non esistono ricerche, ma l’esperienza insegna che almeno il trenta per cento delle famiglie viene colpito dal problema. La sindrome compare uno o due mesi dopo l’adozione e ha sintomi simili alla depressione come malinconia, irritabilità, stanchezza, insonnia e perdita di vitalità. Questa problematica crea nella famiglia una condizione che spinge la coppia a isolarsi e a soffrire in silenzio. Il cambiamento psichico non è l’unico evento negativo, ma la coppia stessa successivamente nè potrà risentire se l’arrivo del bambino in casa non viene affrontato nel modo giusto. Un bambino cambia gli equilibri all’interno della coppia, può provocare invidie e gelosie che portano alla crisi tra i coniugi. La frattura nasce di solito dalla preferenza del figlio per uno dei genitori. L’incontro con un piccolo che ha molto sofferto può far riemergere nei genitori adottivi vecchi traumi personali. La Pads solo raramente si trasforma in una depressione grave, succede ai genitori più affaticati. In questi casi è necessario fare un ciclo di psicoterapia o se il caso lo richiede usare farmaci antidepressivi. Si consiglia ai neo genitori di chiedere un lungo congedo dal lavoro e di dedicarsi con calma alla nuova famiglia. E’ necessario che la coppia si riservi degli spazi, almeno un’ora al giorno tutta per sé, dove considera la propria intimità, il dialogo, raccontarsi quotidianamente va a sopperire il cambiamento. Il bambino deve capire che non c’è solo lui e considerare gli spazi dei propri genitori.

Per saperne di più