Co-marketing sociale, azienda molisana firma l’accordo con la Caritas

L’impegno prevede la donazione di una percentuale sulle vendite in favore di numerose famiglie in difficoltà che si rivolgono all’ Emporio Caritas di Roma

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Si chiama co-marketing sociale ed è la strada scelta dalle aziende per fare vera solidarietà. Si mette nero su bianco un impegno in favore di una causa benefica e si porta avanti un progetto versando una percentuale sul fatturato. E’ un sistema scelto da molte grandi aziende che in qualche modo diventano sponsor di azioni di aiuto in favore di associazioni e organizzazioni umanitarie.

Anche il Molise, terra piccola ma generosa, è da poco inserita in questo circuito positivo. Toner Italia Srl, azienda molisana di Ripalimosani (Campobasso),  leader nel settore della rigenerazione di cartucce e toner per stampanti, ha da poco firmato con la Caritas di Roma un protocollo d’intesa che porta il nome di “Coloriamo il mondo”. L’accordo, siglato in capitale lo scorso 27 luglio 2017, è stato sottoscritto alla presenza di Monsignor Enrico Feroci dal titolare dell’azienda, Giuseppe Cristofaro, che non ha saputo trattenere la sua soddisfazione per un traguardo importante sul piano etico.

“Essere in grado di sostenere un simile impegno non è semplice – ha dichiarato alla piccola cerimonia organizfirma caritas 2zata per l’occasione – Ma se siamo riusciti a prendere l’impegno è perché il nostro lavoro ci sta restituendo gratificazioni che vanno oltre quelle economiche. Vuol dire che la fatica sta dando i suoi frutti e che possiamo anche fare la nostra parte verso chi è in difficoltà. Per noi è una gioia grande”.

La convenzione siglata a Roma andrà infatti a sostenere l’Emporio della Solidarietà di Via Casilina Vecchia a Roma: una percentuale dei ricavi su tutti  i prodotti aziendali contrassegnati con il bollino Emporio Caritas verrà versata da Toner Italia per aiutare le tante famiglie che accedono al centro della Caritas di Roma.

“Se fino ad alcuni anni fa – ci spiegano dalla Caritas – l’Emporio aiutava le persone indigenti, prive di reddito e di qualsiasi entrata, oggi ci chiedono sostegno tanti altri nuclei familiari. Si tratta di famiglie che possono contare solo su un reddito, quando questo esiste, che vivono in appartamenti in affitto o case popolari, spesso senza un contratto, e altre volte addirittura in stabili occupati in condizioni di promiscuità e carenza igienica, non di rado privi di luce e gas”.