GENITORI IPERPROTETTIVI, DISAGI NEL BAMBINO

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GENITORI IPERPROTETTIVI, DISAGI NEL BAMBINO

Essere genitori è il mestiere più difficile al mondo. Già dalla nascita il genitore si interfaccia con le prime difficoltà che accompagnano la crescita di un figlio. Paura ed ansie che logorano e che portano ad esercitare sul proprio figlio un ipercontrollo, ritenendolo sempre piccolo e indifeso. Si rischia così di entrare in un circolo vizioso, non riuscendo più ad identificare quando la protettività arricchisce e quando invece è dannosa.
Da una ricerca scientifica australiana pubblicata su Public Library of Science, emerge che l’iperprotettività genitoriale è dannosa per i bambini.
I ricercatori hanno esaminato un campione di circa 200 bambini, equamente divisi in inibiti e non-inibiti. I bambini che in età prescolare mostrano ansia, quindi inibiti, hanno madri eccessivamente presenti e ansiose. Genitori ansiosi, pongono i propri figli sotto una vera e propria campana di vetro, fino a determinare un aumentato del rischio di disagi psicologici legati all’ansia.
Se l’iperprotettività rovina il bambino, come si deve comportare un genitore? È necessario tenere sempre presente che l’essere umano ha la necessità di esplorare l’ambiente e di comprenderne mano a mano i meccanismi di funzionamento, passo fondamentale per la maturità. Scontrarsi con le difficoltà non è dannoso per il bambino, ma crea le basi esperienziali su cui verrà poi a crearsi carattere, personalità e temperamento. I genitori devono invogliare i propri figli nella scoperta del mondo, seppure supervisionata. Se il bambino correndo finisce con il cadere a terra, è un bambino che ha lasciato libero sfogo alla sua esigenza esplorativa. “Genitori elicottero”, ossia figure genitoriali sempre pronte ad intervenire, finiscono per creare una generazione di giovani deboli e privi di autonomia, completamente incapaci di sopravvivere in un mondo sempre più competitivo. Troppa protezione non significa soltanto impedire ai figli di salire da soli sullo scivolo, quando sono già in grado di farlo, ma significa anche coprirli di lodi e complimenti troppo frequenti e troppo generici per ogni sua azione. In questo caso si ha l’illusione di rafforzare la sua autostima, invece, troppi complimenti alimentano un’immagine di sé irrealistica che verrà distrutta al primo fallimento. Si deve imparare dai propri errori. Si deve lasciare al proprio figlio il confronto sia con gli aspetti positivi che con quelli negativi. Sono, infatti, le esperienze di vita in toto che permettono alla persone di vivere bene.