L’ adolescenza, periodo difficile. Come gestirlo da genitore?

Genitori sempre più preoccupati verso i propri figli, soprattutto in adolescenza. Consigli utili su come gestire questa fase.

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L’adolescenza, periodo difficile. Come gestirlo da genitore?

L’età adolescenziale si sa è un periodo di grandi cambiamenti, reso ancora più difficile da un’impostazione educativo- relazionale degli adulti spesso scorretta, che non permette loro di comprenderne le dinamiche. L’adolescenza può essere definita come una rivoluzione interiore accompagnata anche da instabilità e incoerenza, ma che serve a ciascuno di noi per capire chi siamo. Possiamo dire che in adolescenza la normalità è definita da uno stato di disarmonia. Questo periodo è un eterno conflitto con la figura genitoriale perché i genitori a volte non sanno interpretare i segnali di disagio dei ragazzi, non riescono ad accettare che possono non aver voglia di trascorrere del tempo insieme perché attratti da altri stimoli. Credono che non siano soddisfatti di quello che hanno dato loro. I genitori vedono i loro ragazzi sempre come bambini bisognosi di cure e attenzioni per non perdere potere e controllo su di loro. In che modo avvicinarsi a loro, anche semplicemente per sapere com’è andata a scuola? Bisogna conquistare la loro fiducia, mostrar loro che i genitori ci sono sempre, senza aggredirli se mettono in atto un comportamento non condiviso, quanto piuttosto mostrarsi disposti al dialogo. Alla domanda com’è andata oggi, la maggior parte degli adolescenti risponde “bene” e la conversazione è terminata. E’ questo che si deve evitare. È , invece, necessario parlare il più possibile, soprattutto in un periodo come questo. Domande del tipo: qual è la cosa migliore che è successa oggi a scuola? o qual è la cosa peggiore che è successa a scuola oggi?, oppure, raccontami qualcosa che ti ha fatto ridere oggi, vicino a chi ti vorresti sedere in classe?, qual è la zona più bella della scuola?, dimmi una frase buffa che hai sentito oggi, se chiamassi la tua maestra oggi, cosa mi direbbe di te?. E ancora: in che modo hai aiutato qualcuno oggi?, in che modo sei stato aiutato oggi?, dimmi una cosa che hai imparato oggi, cosa faresti se fossi tu l’insegnante?. Insomma cercare di porre delle domande che stimolino il proprio figlio a parlare. Non si può ricevere qualcosa se prima non si investe qualcosa di sé. E questo vale in una qualsiasi relazione. Il rapporto con i propri figli bisogna improntarlo sullo scambio, dare fiducia e ascolto, per poi avere in cambio il dialogo. Fare incontri con esperti qualora si verifica una situazione difficile potrebbe essere utile nella gestione del rapporto familiare.