Si può aiutare un minore in comunità senza lavorare su se stessi?

L'importanza della formazione personale e del mettersi sempre in discussione in prima persona in uno dei mestieri più delicati del sociale: l'educatore di minori in affido

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Accompagnare un minore nel suo percorso di crescita non è di per sé cosa semplice: vale per il genitore, per l’insegnante o per l’educatore in genere, e per tutti coloro che si occupano di minori in difficoltà, bambini e ragazzi da educare ma soprattutto da proteggere.

Nelle strutture che accolgono in affido bambini o ragazzi ci sono in genere educatori e professionisti del sociale che agiscono in base a studi, esperienza e capacità. Ma è sufficiente un’ottima preparazione? Basta avere molti anni di servizio alle spalle? Sicuramente competenza, preparazione ed esperienza sono la base ma non bastano. Le professioni chiamate a proteggere i minori devono fare i conti non solo con il proprio bagaglio, ma anche con quello degli altri operatori con i quali collaborano.

I ragazzi che vanno in affido sono stati allontanati da un mondo per loro poco protettivo, nocivo per la loro età, dunque devono trovare un ambiente sicuro. Pertanto un buon professionista per saper curare il danno deve mettere in campo la propria capacità relazionale, dalla quale discende inevitabilmente la capacità di accogliere, alla base della sua missione.

Questo naturalmente implica una formazione permanente per chi opera nel settore, un percorso autobiografico che viaggia in parallelo con quello dei ragazzi seguiti e che porta ad analizzare e a mettere in discussione continuamente il proprio io, con tutti i sentimenti che ne fanno parte: paure, ansie, aspirazioni, ricordi ed emozioni.

Spesso mi trovo a parlare con operatori che ribadiscono quanta attenzione ci sia nei confronti della serenità mentale dei ragazzi e dei percorsi di sostegno psicologico attivati in loro favore, ma quasi mai sento parlare di percorsi personali degli operatori stessi, affinché reggano al meglio la difficile quotidianità del mestiere“. Elvira Battista, psicologa della comunità Il Piccolo Principe, si occupa di minori si può dire da sempre: in Molise ha realizzato con la sua associazione di volontariato Aladino progetti in supporto all’affido e alle comunità esistenti sul territorio molisano. E da sempre si batte per l’inserimento della giusta formazione agli operatori e alle figure professionali presenti nelle comunità che ospitano ragazzi in affido. “E deve essere innanzitutto una scelta convinta – aggiunge la dottoressa Battista – prima che una vera e propria avventura di recupero fondi, questo si sa. Ma riuscire a supportare gli operatori significa riuscire nella missione di recupero della serenità dei ragazzi, la vittoria alla quale ambisce chiunque opera con coscienza in questo campo“.

Insomma, conoscersi per conoscere, proprio come il titolo della scuola estiva promossa dalla comunità di Limosano Il Piccolo Principe, lavorare su se stessi per lavorare meglio nelle delle case famiglia o comunità per minori.

Scuola estiva poco frequentata dai molisani che però ha visto l’iscrizione di molti professionisti venuti un po’ da tutti Italia, diretta dalla professoressa Paola Bastianoni dell’Università di Ferrara (UNIFE), dipartimento studi Umanistici alla sezione Scienze umane, per la quale “Le attività legate all’accoglienza dei minori ospiti in comunità vertono specificatamente sulla conoscenza di se stessi, un aspetto essenziale per ogni operatore che sia psicologo, assistente sociale o volontario. Nel momento in cui si decide di dedicare il proprio tempo alla cura dei minori è la conoscenza di sé che consente di andare a comprendere quali sono i nuclei della propria e altrui storia personale, per entrare in contatto diretto e per comprendere la sofferenza senza difendersi“.

Sono molti i progetti che vengono attivati a livello regionale o nazionale: pochi di essi però puntano al percorso introspettivo degli operatori. Si potrebbe incidere, con i prossimi interventi, sulla maggiore qualificazione del personale dedito ai minori attraverso una formazione continua. A questo esorta anche l’Università di Ferrara che nell’ambito delle ricerche che porta avanti nel settore minori sta scaldando i motori per la nuova annualità delle proposte formative.

Partirà infatti il prossimo marzo il Master online di I livelloTutela, diritti e protezione dei minori” rivolto a psicologi, assistenti sociali, avvocati, educatori, con lezioni dal 9 aprile al 16 dicembre 2019. E’ un modo per non perdere di vista nozioni, aggiornamenti e ultimi sviluppi in una materia così delicata ed importante ai tempi d’oggi.

                                                                                                        (ph Irene la China)