STIPENDIO PER LE MAMME: UNA PETIZIONE LO CHIEDE

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Mamma

Il ruolo della mamma è senz’altro il più bello, ma anche il più difficile ed impegnativo di tutti. Le madri: regine della casa e della famiglia, fulcro del focolare domestico, pilastro della vita dei figli. Non hanno paura di ridurre drasticamente il loro tempo e il loro spazio, senza alcun limite, per dedicarlo alla prole. Ma allora, perché essere madri o casalinghe non può essere collettivamente riconosciuto come una professione a tutti gli effetti?
Ricordiamo che una ricerca condotta da alcuni studiosi americani, oltre a certificare l’attività genitoriale materna come reale professione (peraltro professione più difficile del mondo), ha stabilito che lo stipendio per le madri dovrebbe ammontare sui 7000 euro mensili, per un totale di 85000 netti l’anno.
Ebbene sì, rispetto alle figure maschili di casa, alle madri spetta l’arduo compito di educare i figli nel modo più giusto e corretto possibile, oltre a considerare le innumerevoli rinunce che una donna fa nella sua vita per dedicarsi interamente alla casa e alla famiglia.
A tal proposito, l’associazione varesina Evita Peron ha lanciato, battendosi al fianco delle donne, una petizione affinché il lavoro di madre e casalinga venga riconosciuto dalla comunità e correttamente retribuito con un mensile fisso di 500 euro, più 300 euro per ogni figlio minorenne.
I promotori dell’iniziativa, infatti, tengono a far sapere alla comunità che il fatto che una donna resti in casa per dedicarsi in tutto e per tutto alla famiglia non sia segno di regresso ma di emancipazione. Il diritto alla maternità va difeso, poiché ogni donna ha la possibilità di scegliere come e quando donare la vita e, perciò, va economicamente sostenuta, ricordando sempre che “la madre di famiglia è esclusa da qualsiasi provvidenza, ed è l’unico lavoratore al mondo che non conosce né salario e né garanzie previdenziali”.