VEGANI SI NASCE… O QUASI, APRE IL PRIMO NIDO

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VEGANI SI NASCE... O QUASI, APRE IL PRIMO NIDO

Milano primo asilo vegano. E’questa la novità per la regione lombarda. La struttura aperta da pochi mesi in zona città studi da Federica Ferrobianchi può accogliere solo cinque ospiti. La passione per i bambini dell’insegnante deriva dalla famiglia. I suoi genitori da sempre si sono dedicati a bambini in affido. Dopo alcuni anni hanno creato un asilo nido a Pietra Ligure. La Ferrobianchi ora ne segue l’esempio, fondando il suo progetto educativo sui principi vegani, secondo una tendenza che si sta affermando anche in alcune scuole pubbliche. In questo caso non mancano le critiche di alcuni neuropsichiatri infantili che hanno denunciato il di rischio-anoressia. Si sconsiglia ai servizi pubblici di avventurarsi sui percorsi vegani. Il latte vaccino non dovrebbe essere dato prima dei due o tre anni proprio per l’eccesso proteico. Da questo a diventare vegani ne corre – come sostiene Corsello- le diete vegetariane e vegane nascono per evitare la sovrabbondanza di proteine e calorie cui spesso sono esposti i nostri bambini. L’esagerazione si traduce in sovrappeso, obesità o malattie metaboliche. L’ideale è un’alimentazione equilibrata che non espone né carenze e né a eccessi. La dieta mediterranea si basa su cereali, legumi, frutta e verdura con una piccola componente di proteine animali. Se venisse seguita a partire dallo svezzamento, non ci sarebbe bisogno di togliere dalla pappa carne, pesce, latte e uova per avere figli in salute.
I sostenitori della dieta vegetariana su questo sono critici. In Italia ci sono solo sei pediatri esperti in nutrizione vegetariana, non ci sono sufficienti conoscenze per garantire un sostegno specializzato a chi lo richiede. – spiega Leonardo Pinelli, pediatra ed endocrinologo vegano – I genitori che vogliono uno svezzamento senza cibi animali sono sempre di più. E’cresciuta la consapevolezza della scarsa sicurezza del cibo, soprattutto di quello animale. Nel grasso, ad esempio, si accumulano sostanze tossiche che poi possono provocare patologie, mentre le piante per “difendersi” dai pesticidi producono antiossidanti preziosi per la nostra salute.
Non basterebbe la dieta mediterranea, facendo attenzione alla qualità dei cibi, per allevare figli sani? Il guaio è che non la segue più nessuno – dice Pinelli – allora meglio una dieta vegana. Bastano pochi accorgimenti perché sia ben pianificata anche per un bambino. Ad esempio, la fibra va introdotta dopo i diciotto- ventiquattro mesi perché altrimenti riduce troppo l’assorbimento di altri nutrienti. Bisogna fare largo uso di soia, ricca di proteine e aminoacidi essenziali, legumi, noci, ottime fonti di grassi omega tre, mandorle e semi di lino, ricchi di omega sei. Il latte vaccino non è adatto all’alimentazione umana perché è troppo ricco di proteine meglio un latte di crescita di soia.

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