CAMPOBASSO, GIORNATA DI ANIMAZIONE TERRITORIALE DEL PROGETTO RE.CA

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CAMPOBASSO, GIORNATA DI ANIMAZIONE TERRITORIALE DEL PROGETTO RE.CA

Lunedì 22 giugno dalle 10.00 alle 12.30 nella sede della Cooperativa Sirio, in Via Monte Grappa, 50 a Campobasso, si terrà la giornata di Animazione territoriale del Progetto Reti Capaci –RE.CA .
Il progetto , finanziato nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi (FEI), Annualità 2013 – Azione 9, realizzato da un ATS composta dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali – IPRS (capofila), dall’Istituto Don Calabria – Casa San Benedetto, da Athena S.r.l e da Fondazione Michelucci Onlus, intende realizzare una azione di capacity building rivolta al Sistema della Giustizia Minorile nel suo complesso, con l’obiettivo di qualificare o ri-qualificare l’azione dei diversi servizi che concorrono alla presa in carico dei minori stranieri, alla luce delle più recenti direttive europee (Linee guida del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore adottate dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 17 novembre 2010).
Obiettivo principale del progetto risiede nel promuovere la connessione tra i vari attori che si occupano dei minori stranieri – e segnatamente dei minori stranieri in conflitto con la Giustizia – al fine di produrre un miglioramento delle modalità di presa in carico. A tale scopo, il progetto intende coinvolgere un ventaglio il più ampio possibile di attori nelle attività di animazione territoriale, da intendersi quali occasioni per condividere informazioni, linguaggi e metodologie di lavoro, e per definire procedure di collaborazione tese a costruire modelli efficaci di lavoro con i minori stranieri a livello locale.
In piena coerenza con tale obiettivo, l’evento di animazione territoriale che si intende realizzare nella città di Nuoro vuole costituire un’occasione effettivamente rilevante per approfondire e riflettere circa le problematiche cogenti che presenta oggi il tema dei minori stranieri. Il riferimento è soprattutto ai minori stranieri non accompagnati rispetto ai quali, nonostante tale profilo sia stato uno dei più frequenti nel sistema della Giustizia minorile negli ultimi dieci anni, molti aspetti della presa in carico rimangono ancora complessi e nuovi ostacoli rischiano di interferire negativamente sui percorsi di integrazione sociale, specie considerando la loro prossimità al compimento della maggiore età già al loro ingresso in Italia (oltre il 70% dei minori non accompagnati segnalati negli ultimi anni hanno 17 anni): dalle difficoltà di un effettivo esercizio della tutela prevista dalla legislazione, alle implicazioni legate alle complessità di una corretta procedura per garantire un regolare soggiorno nel paese, alla difficoltà per i servizi di considerare con cura i legami familiari dei minori e le necessità di ricostruire il percorso migratorio del ragazzo per comprendere quali siano le reti territoriali da attivare e le migliori scelte per garantire un efficace percorso di integrazione sociale e civile.
Minori stranieri non accompagnati ma anche minori di seconda generazione che impongono una nuova riflessione: la comunicazione con un minore che non può considerarsi straniero (nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi nati in Italia) ma non è neppure italiano; il lavoro con la sua famiglia; la costruzione di un percorso adeguato e tarato su bisogni specifici; quale collaborazione con gli altri servizi.
L’attività di animazione territoriale vuole essere, pertanto, una occasione di raccolta e scambio di testimonianze ed informazioni, oltre che di ri-elaborazione dei contenuti dell’analisi del territorio, finalizzata alla costituzione o implementazione di reti che si fondino su strategie e prassi operative condivise per favorirne i processi di integrazione e contrastare, per questa via, i fenomeni di devianza che possono vedere protagonisti i minori stranieri