Da Castel del Giudice all’Africa. Passeggiata ecologica verso l’integrazione

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merenda sprar castel del giudice

A Castel del Giudice lo Sprar si vive così: scambiando idee e abitudini, giochi ed usanze, sorrisi e cibo. Le famiglie giunte in paese e collocate nelle case prese in affitto e gestite dalla cooperativa NuovAssistenza si stanno abituando al loro nuovo luogo di vita e stanno conoscendo le persone con le quali condividono spazi e momenti.

nuovAssistenza Cooperativa Sociale OnlusA parte i momenti di comunità le occasione vengono create dagli operatori con finalità didattiche per i più piccoli e sociali per l’intero gruppo. Così la scorsa settimana una passeggiata ecologica sul ‘cammino dell’integrazione’ organizzata da Legambiente insieme a tutte le altre realtà associative operanti in loco, ha fatto trascorrere a mamme e bambini momenti piacevoli durante i quali non è mancato il divertimento, soprattutto per i più piccoli, che non vedono nella loro natura differenze di sorta davanti alla voglia di giocare con i loro coetanei.

“Sono loro, i bambini, la strada per il consolidamento di un percorso di integrazione che oggi in Molise è ai suoi esordi – ci spiega la dottoressa Johanna Madejska responsabile integrazione per NuovAssistenza e presidente UNICEF Isernia – comprendere l’apparente diversità a quell’età, senza sovrastrutture, è determinante nella formazione di una coscienza pulita, libera da pregiudizio, volta alla concreta costruzione di un ambiente sereno, di pacifica convivenza. E’ un lavoro lento ma importante e noi nel nostro piccolo facciamo la nostra parte”.

merenda sprarLa passeggiata si è conclusa con una merenda dai mille sapori e colori, perché lo scambio passa anche dalla pancia. Ma non solo: in più occasioni le ragazzine del posto si sono divertite ad imparare le tecniche di acconciatura dei capelli tipiche di paesi lontani. Anche questo è intercultura.

Intanto continua l’allestimento dei percorsi formativi, illustrati in maniera dettagliata anche a Borgotufi nel convegno del 31 maggio: dopo un primo percorso rivolto agli operatori le iniziative di formazione saranno rivolte ai capifamiglia dei gruppi immigrati, al fine di far acquisire competenze specifiche utili allo sviluppo di occupazione e autonomia.

“Ogni passo – conclude la Madejska – si decide e si effettua nella piena e aggiungerei indispensabile collaborazione tra Comune, Prefettura e realtà operative in azione (cooperativa, associazioni del posto, enti di supporto): e dovrà sempre essere ponderato e finalizzato, affinché non si disperdano risorse ed energie e soprattutto non si perda tempo prezioso”.