Immigrazione e centri d’accoglienza straordinaria: facciamo chiarezza su concetti e costi

I centri d’accoglienza straordinaria sono nati per far fronte al problema dell’immigrazione al fine di supportare i migranti nello svolgimento delle prime procedure burocratiche.

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Accoglienza migranti, avviso della Prefettura per manifestazioni di interesse

Il biennio 2015/2016 è dinamico per l’immigrazione in Italia. La guerra in Siria, vera e propria catastrofe umanitaria, porta migliaia di profughi a riversarsi in Europa, attraversando il mare che separa Turchia e Grecia, insieme a moltissimi altri migranti provenienti da Afghanistan, Pakistan e Iraq. Quando l’immigrazione turca si abbassa, si assistite a un costante incremento dei flussi migratori in arrivo dalle coste nord africane.

Nella metà del 2016 arrivano in Italia  oltre 180 mila immigrati, ma l’immigrazione diminuisce drasticamente nel 2018. I paesi di provenienza più rappresentati sono Nigeria, Guinea, Bangladesh e Costa d’Avorio. Seguono Mali, Sudan, Senegal, Eritrea e Gambia. Ad arrivare in Italia sono soprattutto uomini, con una considerevole parte di minori non accompagnati. Gli sbarchi avvengono in Sicilia e Calabria, seguite da Campania, Puglia e Sardegna. Cosa accade quando i migranti arrivano in Italia? La gestione prevede che al momento dell’arrivo i migranti vengono foto-segnalati ed inviati nei CAS dove permangono fino a quando le procedure burocratiche sono concluse. In seguito dovrebbero avere accesso agli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), per continuare con la seconda accoglienza. Il CAS è un centro d’accoglienza straordinaria per cittadini stranieri che hanno intenzione di richiedere:

la protezione internazionale cioè lo status richiesto dal migrante che vuole chiedere protezione allo Stato italiano perché fugge da persecuzioni, torture o guerre, anche se fa ingresso in Italia in modo irregolare ed è privo di documenti.
Il migrante dovrà motivare nella sua domanda (modello C3) le circostanze di persecuzione o i danni gravi che lo hanno portato a fuggire dal suo paese;

– la protezione sussidiaria riguarda la richiesta di un migrante che è o apolide (persona emigrata all’estero, che non ha alcuna cittadinanza, perché priva di quella di origine e non in possesso di un’altra) o non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato, ma esistono motivi di ritenere che qualora ritornasse nel paese di origine correrebbe il rischio di subire un grave danno;

la protezione per motivi umanitari che si richiede quando sussistono seri motivi di carattere umanitario che risultano da obblighi costituzionali dello Stato italiano.

Una volta entrati nei CAS si procede con l’effettuazione di un colloquio di ingresso durante il quale vengono raccolti i dati anagrafici e le prime informazioni personali. Con gli operatori legali che lavorano nelle strutture si procede a fissare un primo appuntamento per iniziare a svolgere le pratiche burocratiche più urgenti per poter accedere ai servizi del territorio.

All’interno di ogni CAS gli ospiti sono tenuti al riordino degli spazi utilizzati, contribuendo all’igiene della propria camera, dei bagni e, in generale, di mantenere ordinati e puliti gli spazi comuni. L’ospite, in teoria, deve impegnarsi a frequentare i corsi di lingua italiana e le attività di integrazione sociale proposte dal servizio ordinante. Gli ospiti del CAS hanno diritto ad una fornitura di un pocket money pari a € 2,50 al giorno, fino ad un massimo di  € 7,50 per nucleo familiare. Si ha diritto all’erogazione di una tessera/ricarica telefonica di € 15,00 all’ingresso.

Nell’ambito di ciascun CAS è prevista la presenza di un’equipe formata da: un coordinatore, assistenti sociali, educatori professionali e operatori con funzione di mediatori linguistico-culturali che si occupano dell’accoglienza degli ospiti, individuando le loro principali problematiche. Ogni CAS possiede delle regole che se non vengono rispettate si va incontro a provvedimenti disciplinari; nei casi più gravi viene attuata la revoca delle misure d’accoglienza. Al momento dell’uscita definitiva dal CAS gli operatori di riferimento effettueranno una verifica dello stato della stanza, degli arredi e delle dotazioni inventariate. Nel caso l’operatore verifichi danneggiamenti, l’ospite è tenuto al risarcimento dei danni causati e/o al rimborso delle spese di riparazione o sostituzione dei beni.

Ci auguriamo che, col tempo, le misure d’accoglienza e l’integrazione migliorino sempre più in modo tale da gestire al meglio l’immigrazione, sia dal punto di vista umanitario sia dal punto di vista etico, al fine di realizzare una serena convivenza.