Maria, Imtiaz e il vestito che rinasce insieme a loro. Una storia speciale

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Imitiaz al lavoro

Questa è la storia di un giovane profugo, di una donna sapiente e di un candido vestito da sposa.

Imtiaz non ha ancora compiuto trent’anni. Arriva dal Pakistan dove faceva il ricamatore, in particolare applicatore di decori a perline. Un lavoro minuzioso che per anni ha portato avanti accanto al suo papà, anche maestro, prima di scappare dalla sua terra verso una speranza di vita migliore. E’ un richiedente protezione internazionale e risiede in uno dei Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Campobasso da oltre di due anni.

vestito senza ricamiMaria è una sarta, una donna carica di sapere e di creatività, con mezzo secolo di esperienza. Artista poliedrica appartiene a quella scuola antica di sartoria, quando il mestiere si acquisiva con un certo rigore accanto alla ‘mastra’. Nella vita ha creduto molto nelle sue abilità, ma non ha mai negato in questi ultimi tempi la sua sfiducia in una società che non l’ha ripagata equamente dei suoi sforzi.

Il vestito bianco è quello Concetta, artefice di Officina creAttiva. Lo indossava il giorno delle sue nozze. Un bel capo della collezione Clara Luna del 2005, sontuoso ma molto semplice e lineare, conservato con tutti i crismi nella zona più protetta dell’armadio.

VESTITO FINITOUn piccolo sforzo ed ecco l’incantesimo. Maria, nonostante i suoi acciacchi, residuo di una vita non semplice, ed uno stato d’animo non proprio al top, ha voluto mettere a disposizione di Officina creAttiva e dei ragazzi dei centri i suoi spazi, gli strumenti e le risorse. Imtiaz, dal canto suo, socievole e responsabile, non si è mai tirato indietro di fronte alle varie attività di integrazione lui proposte. L’abito da sposa, che ben si prestava ad una reinterpretazione, è stato il veicolo, il mezzo che li ha portati a lavorare insieme. E i due hanno iniziato un percorso di reciproca conoscenza nel laboratorio di Officina, cercando di scambiarsi informazioni su cultura, tradizioni, metodi e strumenti di un mestiere che li ha uniti, di apprezzare reciprocamente le competenze.

vestito finito stolaDopo un lavoro intenso durato alcune settimane il vestito si è trasformato in un nuovo splendido capo decorato. Pronto per essere nuovamente indossato, primo ci auguriamo di una lunga serie.

Operazione riuscita per tutto il team di Officina creAttiva, che mira a riattivare attraverso il lavoro e le competenze più o meno nascoste i soggetti svantaggiati. E che oggi può contare su due persone che hanno deciso di riprendere un progetto di vita senza rinunciare alle loro professionalità. E’ accaduto a loro, ma può capitare anche a tanti altri, italiani e stranieri. Purché ci sia la voglia di fare mentalmente quel passo in più.