PETACCIATO, I TAMBURI SUONANO A RITMO DI PACE

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PETACCIATO, I TAMBURI SUONANO A RITMO DI PACE

La Cooperativa Senis Hospes, nell’ambito delle attività di integrazione e di “contaminazione” promosse in favore dei migranti ospiti del Centro di Prima Accoglienza Le Dune, nei giorni 21 e 22 marzo, ha collaborato nella realizzazione di due manifestazioni con l’Istituto Scolastico Comprensivo di Petacciato, inserite nel progetto “La scuola incontra i migranti”.
Per quanto riguarda la prima, denominata “I Tamburi della Pace”, si è trattato di una manifestazione cui l’Istituto scolastico aderisce con tutti i suoi ragazzi da alcuni anni; essa viene organizzata e proposta a tutte le scuole da due organizzazioni internazionali denominate “École Instrument de Paix” (E.I.P Italia – Scuola Strumento di Pace) e dalla “Maison International de la Paix” sul tema della pace e dei diritti umani. I migranti del Centro si sono coinvolti leggendo, insieme ai ragazzi della scuola, alcune poesie sul tema della pace e suonando, appunto, i tamburi … della pace.
Il 22 marzo i migranti hanno incontrato i ragazzi delle classi terze della scuola media al Centro Anziani di Petacciato.
Tre ospiti del Centro di Accoglienza Le Dune, due provenienti dal continente africano (Costa d’Avorio e Somalia) e uno dal continente asiatico (Pakistan), hanno raccontato la loro lunga storia.
Dopo le testimonianze gli studenti hanno interagito con i migranti attraverso la formulazione di domande e curiosità rispetto ai racconti e alla cultura di appartenenza dei migranti.
«Se l’obiettivo del progetto “La scuola incontra i migranti” era quello di porre in risalto la tematica dell’integrazione e dell’inclusione in favore dei migranti, questo è stato sicuramente raggiunto» hanno detto all’unisono i rappresentanti della scuola e della cooperativa Senis Hospes.
Per i migranti le due iniziative svolte sono state l’occasione di implicarsi in maniera diretta con il territorio, mentre gli allievi dell’Istituto scolastico hanno avuto modo di conoscere, grazie alle tre testimonianze, usi e costumi dei loro Paesi di provenienza, culture e tradizioni diverse da quella italiana, nonché il viaggio compiuto per raggiungere l’Italia, che sono divenute possibilità di riflessione su di sé, sul proprio vissuto e sugli altri.
La messa in comune delle esperienze migratorie dei ragazzi provenienti da diversi continenti ha favorito la conoscenza e la comprensione reciproca, ha sostenuto la consapevolezza che una storia personale può essere condivisa, con il fine ultimo di un’interazione positiva capace di aprire un dialogo tra mondi molto diversi.
L’incontro/testimonianza, attraverso il racconto in prima persona dei giovani ragazzi migranti che vivono all’interno della struttura Le Dune, ha messo in evidenza, infine, la complessità e la ricchezza dell’esperienza migratoria; l’analisi e la valorizzazione di queste esperienze potranno aiutare a comprendere un fenomeno storico ormai di rilevante complessità e diffusione.