Riace: il paese dell’accoglienza

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Riace, paese calabrese con una grande storia alle spalle, dal 2004 è stato al centro di politiche di accoglienza degli immigrati. Nel 2016 sono più di 800 gli immigrati accolti dalla comunità locale e in tutto il mondo Riace è diventato simbolo di un sistema di accoglienza modello. Ieri, la Guardia di finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Al sindaco e alla compagna, Tesfahun Lemlem, destinataria di un divieto di dimora, viene contestato di aver forzato le procedure per permettere ad alcune ragazze di restare in Italia, attraverso matrimoni di comodo. Oggi, si può notare l’enorme scritta all’ingresso del Comune: “Benvenuti a Riace, città dell’accoglienza“.

Il primo luglio 1998 un barcone carico di curdi arriva sulle coste calabresi, a pochi chilometri da Riace. Scappano da guerre e persecuzioni che vanno avanti da decenni.  Il sindaco di Riace Domenico Lucano, detto Mimmo, è tra i primi ad accoglierli. Insieme alla Croce Rossa e ad alcuni compaesani si adopera nella distribuzione di beni primari e nella ricerca di un luogo dove portare queste persone. Se ancora oggi non ci si è dimenticati di quell’evento è perché è proprio a partire da lì che è nato e si è sviluppato il più importante modello di accoglienza locale italiano.

Mimmo Lucano oggi è il sindaco di Riace, e nel 2016 è stato inserito nella classifica delle 50 persone più influenti al mondo. È lui che, grazie ai suoi collaboratori, ha dato vita al modello Riace, che da quel 1998 a oggi ha dimostrato come l’accoglienza e l’integrazione siano possibili. Mimmo Lucano  ha ridato vita a un paese spopolato, attraverso la promozione di attività economiche e turistiche. Riace, ai tempi, era infatti una città semi-fantasma.

 “Le case erano vuote e l’economia locale era paralizzata”.

Tutto questo è stato reso possibile grazie a Mimmo Lucano, oggi al terzo mandato da sindaco, e allo sforzo quotidiano delle persone accanto a lui. Grazie alla validità del modello di accoglienza e al successo che già stava mostrando nelle sue prime fasi, il governo italiano nei primi anni duemila si è convinto a concedere un programma di finanziamento all’amministrazione di Riace, fondi che nell’ultimo anno non sono più arrivati. Le scuole rischiavano di chiudere,  l’artigianato locale stava scomparendo, il paese era diventato una terra desolata con case vuote e decadenti, con la ripopolazione tutto questo è stato un lontano ricordo. Le intimidazioni sono state molte: l’auto del sindaco bruciata, la porta del ristorante gestito dalla cooperativa colpita con proiettili e, infine, le pesanti intimidazioni dell’attuale Ministro dell’Interno: “per me il sindaco di Riace è uno zero”.

Mentre si attende l’esito del processo a Mimmo Lucano e l’invio dei fondi con cui si potrà tornare a pagare chi nell’ultimo anno ha lavorato a credito, il sistema di accoglienza di Riace non si ferma.