Integrando s’impara! Il bell’esempio della Comunità Alto Molise di Agnone

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Parlare di integrazione non è sempre facile: tra pregiudizi, malgoverno del fenomeno migratorio e un tessuto socio-economico come quello attuale che crea insicurezza e precarietà, spesso la questione migranti viene strumentalizzata e tirata come una corda da una parte e da un’altra a seconda del beneficio che se ne può trarre.

Ma se oggi il Colibrì sceglie di soffermarsi sul fenomeno è perché come consuetudine a noi piace raccontare le storie belle e le buone pratiche soprattutto quando è il Molise a farsi portavoce di un’idea di integrazione a 360 gradi, un’idea che grazie al lavoro, all’umanità e all’accoglienza di un’intera comunità ha saputo trasformarsi in realtà.

comunità alto moliseL’esperienza di cui stiamo parlando è quella realizzata nell’ambito della Comunità Alloggio per Minori “Alto Molise”, gestita dalla Cooperativa Sociale Sirio di Campobasso, che ha sede ad Agnone e ha da poco compiuto tra poco il suo primo anno di attività. Dieci, più due in caso di emergenza, è la capienza del centro che al momento ospita, sulla base di una convenzione con il Comune di Roma, i minori stranieri non accompagnati, attualmente per la maggior parte egiziani e albanesi, che spesso arrivano nella Capitale e sono abbandonati a se stessi. È quotidiano il rapporto tra gli operatori locali, i tutori volontari dei minori e il Dipartimento delle Politiche Sociali, Salute e Sussidiarietà che si relazionano costantemente per cercare di porre in essere le azioni più efficaci a tutelare gli utenti e promuovere la loro integrazione.

Quello dei Minori Stranieri Non Accompagnati è probabilmente il settore più delicato della gestione dei migranti perché gli operatori si trovano ad avere di fronte ragazzini soli, spesso orfani di entrambi i genitori e che nonostante la tenera età hanno vissuto situazioni di grande sofferenza, hanno sperimentato la guerra, patito la fame e visto la morte da vicino.

Tuttavia, nonostante le difficoltà che avere a che fare con dei minori comporta, gli operatori della Comunità Alto Molise sono riusciti a dar vita ad un percorso di integrazione che non solo ha consentito a questi ragazzi di ambientarsi all’interno della comunità agnonese, ma soprattutto di gettare le basi per costruirsi un futuro dignitoso, imparando un mestiere e conquistando la propria autonomia economica.

progetto legnoSono stati tanti i progetti portati avanti nel corso di quest’anno nella Comunità Alto Molise: dal percorso di alfabetizzazione per imparare l’italiano al progetto fotografico, dal progetto legno a quello per stimolare la consapevolezza del sé. E poi le uscite per far conoscere il territorio e che sono sempre occasione di svago e socializzazione per i ragazzi e un momento di confronto con la comunità esterna.

Una formazione che ha sempre puntato sulle competenze, sulla volontà di dare continuità a quanto appreso tra le mura protette della comunità e quello che poi questi ragazzi si trovano ad affrontare nel mondo esterno. Attraverso l’attivazione di borse lavoro, tirocini formativi e altri strumenti di inserimento lavorativo gli ospiti della Comunità Alto Molise si sono introdotti nel mondo del lavoro. Caseifici, panifici, pasticcerie e altre piccole aziende a conduzione familiare sono stati ben contenti di ospitare questi ragazzi che, lavorando con serietà, professionalità e umiltà hanno conquistato la fiducia dei loro datori di lavoro. Alcuni di loro, infatti, al compimento del diciottesimo anno, momento che coincide con la loro fuoriuscita dal sistema di protezione e accoglienza in comunità, sono stati assunti nelle aziende nelle quali si erano formati e sono rimasti a vivere e lavorare sul territorio.

In particolare ad oggi tre di loro abitano ad Agnone e spesso sono stati gli stessi datori di lavoro che, pur di non perderli, li hanno aiutati a sistemarsi in qualche abitazione del paese. Sono stati considerati alla stregua dei loro figli da coloro che hanno offerto loro non solo un lavoro, ma anche un tetto e spesso il calore di una famiglia, che forse è quanto di più necessita un ragazzo che vive solo nel mondo, senza avere più un legame con la propria terra e i propri affetti.

Quanto si sta realizzando nella Comunità Alto Molise è davvero un bell’esempio di accoglienza e di integrazione, quell’integrazione che si fa e non si dice soltanto, quella nella quale le operatrici della comunità considerano i ragazzi come loro ragazzi, dove ci si commuove quando si va via e si cerca di dare un senso a delle parole che senza i fatti resterebbero soltanto brandelli di un linguaggio vuoto e strumentale alla polemica e alla politica. Integrare significa anche crescere insieme, come comunità e come singoli.

Complimenti alla Comunità Alto Molise e ci auguriamo che raccontando il loro percorso lo stesso possa essere di esempio anche per altri!