La famiglia tradizionale, un modello superato?

Comportamenti, pensieri, credenze e pregiudizi nascono dai nostri valori. Principi appresi dall’educazione familiare, dalle nostre esperienze e questo spiega il motivo per cui siamo diversi.

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AUTISMO: COME SI SENTONO LE FAMIGLIE?

Condizionano la nostra vita, le nostre relazioni personali e professionali. Parliamo dei valori, ossia dell’educazione ricevuta dai nostri genitori durante la nostra infanzia. Una forma mentis che ci permette di costruire un punto di vista invece che un altro. I nostri valori sono una bussola interna che seguiamo giorno per giorno e di cui molto spesso non siamo nemmeno consapevoli. Secondo lo storico Lecky gli individui si muovono verso la coerenza del sé, cercano di conservare la propria identità attraverso la costruzione di un sistema di valori, credenze che li guidano coerentemente nel mondo. Quando non ci sono chiari quali sono questi punti cardine, sperimentiamo una sensazione di frustrazione e di delusione, derivante dalla percezione di occupare la maggior parte del proprio tempo in attività che davvero non sono importanti, un po’ come essere in viaggio, ma senza sapere se ci stiamo muovendo verso la giusta destinazione. Questo spiega anche il motivo per cui ognuno di noi reagisce in modo differente di fronte ad una situazione o la pensa in modo differente di fronte ad un problema. I valori influiscono anche sulla scelta della persona che ci sta vicino. Noi tendiamo a scegliere nelle relazioni personali e professionali le persone con i nostri stessi principi. Vivere seguendo i nostri valori significa agire coerentemente con quello che secondo noi è il senso della vita, vivere sapendo cosa è importante per provare una maggiore soddisfazione in quello che facciamo e di conseguenza una maggior sicurezza e sensazione di pace interiore. I nostri valori e le qualità di noi stessi che percepiamo attraverso di essi tendiamo a proiettarli sull’amore, sul lavoro e soprattutto sulla famiglia. Sembrano aspetti separati e distinti fra loro, invece l’uno riporta all’altro. La famiglia è il luogo primario che insegna al bambino il modo in cui relazionarsi, la fiducia e la reciprocità, fattori essenziali per costruire, alimentare e proteggere lo sviluppo di altri esseri umani. Se la famiglia è funzionale riuscirà a ricreare una serie di elementi psicologici fondamentali allo sviluppo e al benessere umano, come la soddisfazione dei bisogni affettivi, la sicurezza, lo scambio dell’amore, della gioia e del piacere. Se la famiglia riesce ad essere luogo di calore, accoglienza e amore, sarà capace di produrre nella prole capacità e possibilità affettive e relazionali notevoli, in caso contrario oltre a numerose problematiche psicologiche, darà vita a frustrazione, impotenza, aggressività, odio e rancore. Problematiche che inevitabilmente saranno trasferite nel contesto sociale, creando un danno economico e di funzionalità del sistema tanto più grave ed importante.
Nell’epoca attuale in cui la famiglia è al centro di una innegabile evoluzione poiché sono cambiati i parametri che la definiscono e i legami tendono a seguire la liquidità che caratterizza il vivere oggi, non si può non citare la considerazione di Papa Francesco secondo cui: “La famiglia è un modello superato”. Questo però non vuol dire che vengono meno i valori, ma semplicemente cambiano gli approcci, ma l’idea di famiglia, qualunque sia la sua composizione, non muore, ma si rigenera in nuove forme.