Lo Sprar KARIBU si prepara alla Giornata Mondiale del rifugiato con un contest fotografico

Il Progetto KARIBU fa parte della rete nazionale SPRAR. La titolarità del Progetto KARIBU è dell’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Onlus ASSeL – ASSISTENZA E LAVORO

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Il gruppo Awa, acronimo dei tre soggetti componenti il Gruppo e cioè ASSeL, WELCOME e AGORA’, è impegnato nella realizzazione di Servizi Sociali, nella gestione di progetti di Servizio Civile, nella gestione delle attività del programma Garanzia Giovani del PAR Campania e Molise. ASSeL (Assistenza e Lavoro Cooperativa Sociale ONLUS) nasce all’interno del gruppo e si occupa della progettazione e dell’erogazione di servizi socio-sanitari assistenziali, nonché dell’erogazione del servizio di sportello sociale. Da fine marzo 2018 la Cooperativa ASSeL gestisce il Progetto Sprar (servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati) KARIBU. Abbiamo modo di parlare con il dott. Francesco Lanese, Mediatore Interculturale dello Sprar, che ci racconta del progetto, dei beneficiari e delle iniziative prossime.

Allora Francesco, raccontaci di questo progetto: chi sono i beneficiari e in che modo sono ospitati?

Il progetto, della durata triennale, prevede un’accoglienza integrata di nuclei familiari e uomini soli per un totale di 65 posti. Attualmente sono beneficiari del progetto persone che provengono dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Sierra Leone, dalla Costa D’Avorio e dal Ghana. Inizialmente proponiamo un percorso di accoglienza integrata che dura dai sei ai dodici mesi, periodo durante il quale si cerca di fornire ai beneficiari gli strumenti necessari ad una fattiva integrazione. Le strutture messe in campo sono dislocate nei Comuni partner del progetto che sono Castellino, Campobasso, Ferrazzano e Lucito.

Chi lavora all’interno dello Sprar? 

All’interno dello Sprar operano: un coordinatore di progetto, un coordinatore che si occupa della gestione e del coordinamento dell’equipe, un’assistente sociale, una psicologa, due operatori legali, due mediatori linguistico-culturali, un insegnante di italiano, un’educatrice, quattro operatori dell’integrazione e quattro operatori dell’accoglienza che si occupano di fornire supporto pratico e burocratico agli ospiti.                                                                                                             

Che percorsi ed iniziative proponete ai beneficiari?

Sicuramente verranno attivate dei tirocini formativi e delle borse lavoro. Le ragazze, per esempio, sembrano molto interessate a lavorare nell’ambito dell’agricoltura. Ci sono dei nigeriani che fanno i muratori e uno di loro, in Nigeria, aveva un’impresa di lavori edili. Poi c’è Lovely, un ragazzo nigeriano, che ha potenzialità artistiche. In Nigeria faceva il fotografo ai battesimi, ai matrimoni e alle altre feste e ingrandiva ed incorniciava la foto più bella.

In merito alla Giornata del rifugiato avete qualcosa in programma?

Si, proprio partendo da Lovely, sabato 26 Maggio abbiamo svolto un’iniziativa molto originale. Si è trattato di un’uscita fotografica nel centro di Campobasso, un flash mob, dove tre squadre composte da beneficiari del progetto, operatori e da chiunque altro voglia partecipare all’evento, in tre punti di ritrovo, hanno chiesto alle persone incontrate di farsi fotografare insieme agli ospiti del progetto, per la condivisione della campagna #WithRefugees, per la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 Giugno. Le foto verranno pubblicate su Facebook, sulla pagina dello Sprar, e quelle che otterranno più like saranno affidate a Lovely, il quale preparerà delle cornici artistiche in vista della mostra “LovelyTime“, organizzata dallo Sprar Karibu  e dal Circolo Letterario Beatnik, per la Giornata Mondiale del Rifugiato.

Passiamo a te: come mai hai deciso di lavorare all’interno dello Sprar?

Ho già lavorato in altri Sprar. Ho anche frequentato un corso di formazione in Mediazione Interculturale. Mi sono laureato in Antropologia Culturale, quindi è anche un modo per continuare a studiare lavorando in quest’ambito. Mi interessa il terzo settore e ho colto nuovamente quest’opportunità, poi, a mio avviso, lo Sprar Karibu è un ottimo progetto di accoglienza e integrazione.

Invitiamo tutti a seguire la pagina facebook, Progetto Sprar Karibu,  e a scegliere, attraverso un like, la foto che più piace, in modo tale da mostrare interesse verso iniziative che sono propense ad una maggiore integrazione e accoglienza.