Il Molise partner della RETE CAN dell’EU con la Cooperativa Koiné

EU CAN è una nuova rete europea che esplora alternative alla retorica di incitamento all’odio razziale contri i migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

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accoglienza

In Molise la Cooperativa Koiné, con sede a Campobasso, gestisce due progetti SPRAR MSNA (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati per Minori non Accompagnati) nei comuni di Casacalenda e Ripabottoni. Le due strutture ospitano minori stranieri non accompagnati con la finalità di integrarli all’interno della nostra comunità che per loro si mostra nuova e complessa.

Lo scorso 12 Aprile la Cooperativa Koiné, di cui la dott.ssa Rosa Marcogliese è presidente, assieme ad altri enti locali e rappresentati della società civile di 11 paesi europei, ha aderito, con entusiasmo, alla rete EU CAN con lo scopo di promuovere i diritti umani, affrontando le pratiche dell’odio razziale nei confronti dei migranti. Il Molise con Koiné è diventato partner della rete EU CAN, portando avanti l’obiettivo congiunto di analizzare e comprendere i fattori che scatenano i meccanismi di hate-speech (l’incitamento all’odio) contro i migranti.

Il compito di questa nuova rete è estrapolare i mezzi di diffusione di tali fattori al fine di migliorarne la comprensione dal punto di vista mediatico, favorendo una sorta di giornalismo etico e costruendo una collaborazione tra i media e la società civile. La difesa dei diritti e della dignità umana consiste nella protezione di uomini che approdano a nuove realtà umane, sociali e politiche. Affinché venga concesso l’asilo è fondamentale garantire loro gli strumenti necessari a realizzarsi e sentirsi membri della comunità che li ospita.

L’attività della rete, co-finanziata dal programma “Europa per i cittadini“, si articola in un arco temporale che va dal 1° gennaio 2018 fino al 1° agosto 2019. L’evento di presentazione si è tenuto il 9 aprile a Paredes, in Portogallo, capofila del progetto. Un incontro durato tre giorni a cui hanno partecipato sindaci, presidenti di organizzazioni no-profit e operatori sociali che lavorano nel campo dell’immigrazione e dei diritti umani. Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno esposto le diverse modalità di implementazione del progetto; a tal proposito sono risultati particolarmente interessanti le visite-studio realizzate nella città portoghese, presso la Misericordia di Porto, un centro di rifugio temporaneo per i rifugiati e presso il Centro Nazionale per il Sostegno dei migranti con lo scopo di captare e mettere in atto le migliori pratiche di integrazione all’interno del progetto. Ciò che è emerso da un primo confronto è che i problemi di integrazione sono spesso dovuti proprio alla persistenza di un odio razziale nei confronti di particolari etnie, dovuti a stereotipi e pregiudizi.

Il progetto della rete è assolutamente favorevole alle migrazioni globali che non rappresentano una minaccia, ma un’opportunità per costruire un mondo senza barrire. Aprire la mente alla sofferenza altrui può essere un gesto nobile, ma accogliere l’altro significa agire in maniera concreta e responsabile. Coloro che fomentano l’incitamento all’odio facendosi trasportare dalla paura nei confronti del migrante, considerato diverso, seminando violenza, discriminazione e odio razziale, rappresentano una fonte di grande preoccupazione. La Rete Europea è anche un modo per trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza nazionale e la tutela dei diritti umani.

Articolo a cura di Natascia Testa