Una ninna nanna “prigioniera”. Come crescono i bambini nelle carceri

Esistono carceri femminili, così come esistono donne costrette a terminare una gravidanza in carcere. Come cresce il bambino?

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Una ninna nanna “prigioniera”. Come crescono i bambini nelle carceri

E’ un tema doloroso da qualunque parte lo si analizzi. La gestazione o la nascita nei carceri è ancora oggi un argomento di dibattito. Le case circondariali si impegnano a riprodurre un ambiente confortevole, ma i limiti nello sviluppo del bambino continuano ad essere evidenti. La vicinanza del bambino alla sua mamma è fondamentale per una crescita sana del piccolo. Altrettanto importanti sono le condizioni socio-ambientali in cui i bambini crescono. La crescita di un bambino in case circondariali può essere infatti poco stimolante. I fattori di rischio non sono legati soltanto alla detenzione, ma anche al tipo di reato commesso dalla mamma, al modo in cui si è verificato l’arresto, alla nascita stessa in carcere o al fatto che abbia avuto esperienze di vita all’estero. La struttura carceraria limita nell’autonomia di gestione di un figlio, priva il bambino di alcuni aspetti che garantiscono un sereno sviluppo e non concede alla diade ritmi quotidiani che si avrebbero in condizioni di libertà. Gli spazi in cui cresce il bambino sono ambienti limitati per cui possono causare ritardi nello sviluppo psico-motorio. Non meno rilevanti sono i problemi relativi al linguaggio che pur non essendo ritardato, é comunque limitato ad un lessico specifico dell’ambiente penitenziario. Può risentire, invece, lo sviluppo cognitivo e affettivo del bambino, soprattutto in assenza di rinforzo ambientale, affettivo e relazionale sui quali i bambini possono fare affidamento nel momento del bisogno. L’assenza della figura paterna e la relazione con i pari sono per il neonato un fattore di rischio per un buono sviluppo della personalità e la capacità di condivisione con l’altro che risulta carente. Le case circondariali permettono al bambino di frequentare asili nido esterni per limitare alcune ripercussioni sullo sviluppo sociale del bambino, ma la differenza con un coetaneo libero e con una famiglia integra alle spalle è notevole.