“Ora non puoi più farlo”, guarda il video contro il femminicidio

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Non ti amo da morire, donne dite basta alla violenza

E’ disponibile su youtube “ORA NON PUOI PIÙ FARLO”, il corto realizzato dall’Associazione Metoo per la Campagna “Non ti Amo da Morire” contro il femminicidio, alla quale hanno aderito Confcommercio Molise. l’Autorità per i Diritti e Pari Opportunità, l’Associazione di Volontariato TUtela i tuoi diritti, l’Associazione di Promozione Sociale “Liberaluna Onlus”, l’Associazione IRIS, il CO.I.S.P. Molise (Sindacato Indipendente di Polizia), il Centro di ascolto Mobbing & Stalking della Uil Molise, il Sindacato Nazionale Forestale e l’ONLUS Azione Sociale Forestale, con il patrocinio della Consigliera Regionale di Parità, Dott.ssa Giuditta Lembo. Interpretato da Bruna D’Onofrio e Andrea D.B.Pinchera, la regia di Manuel Zaccaria, i testi di Paolo Miozza e della psicologa Paola Di Sabato, prodotto da Pasqualino De Mattia per la Metoo, il corto è il dialogo crudo e serrato tra un uomo e una donna, tra la vittima ed il suo carnefice. “Una conversazione – dichiara Pasqualino De Mattia – che è prima ancora un dialogo interiore di ciascuno, e che riceve ritmo, direzione e conclusione dalle parole della donna, forte della coscienza sua condizione, quindi capace di dare risposte chiare e forti a sé stessa e all’uomo che continua a provocarla. E’ il racconto di chi ritrova la libertà, e di un uomo soggiogato dal delirio della sua miseria interiore, impotente di fronte all’energia che scaturisce dalla coscienza rigenerata della sua vittima.” “Lo stile volutamente asciutto, conciso, essenziale – prosegue De Mattia – enfatizza la sofferenza dei protagonisti, le cui parole sono quelle di storie vere, di donne che, dopo impegnativi percorsi di crescita personale, hanno trovato la forza e le ragioni per ribellarsi, per riprendersi l’esistenza e la dignità calpestata.” “Ora non puoi più farlo” è il grido liberatorio di chi si è scrollato di dosso la paura e la rassegnazione, di chi ha trovato la forza di cambiare ed affrancare, dalla violenza e dalla sopraffazione, la propria vita e, con essa, quella di tante donne nel mondo.”