Pokémon Go, annullarsi con un’app per non guardare la realtà

È la follia degli ultimi giorni, un'app che de-realizza le persone e le fa vivere in totale assenza di contenuti.

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Pokémon Go, annullarsi con un'app per non guardare la realtà

Pokémon Go, un’app che segnala la presenza di Pokémon nella realtà. L’app è stata sviluppata da Braydon Batungbacal e Nick Di Vona per aiutare gli appassionati di Pokémon a progredire nel gioco aiutandosi a vicenda. Uno degli obiettivi di chi gioca è catturare quanti più Pokémon possibile. Poke Radar segnala i Pokémon che sono presenti in un certo posto nello stesso momento. Ogni segnalazione mostra l’ora del giorno in cui è stato avvistato il Pokémon, ogni altro utente può votare la segnalazione positivamente o negativamente a seconda se il giocatore che ha ricevuto la segnalazione lo ha trovato o meno. Il fenomeno Pokémon Go è iniziato come un momento di euforia, ma sta sfociando in follia. Piuttosto che perdere del tempo in una ricerca fittizia, i giovani dovrebbero guardarsi intorno e percepire la fase di crisi esistenziale e culturale che stiamo vivendo. La tecnologia e i giochi sono elementi che non solo ci soddisfano, ma ci fanno sentire parte di un rituale collettivo. Se prima il gioco era un semplice argomento di conversazione, ora il gioco ha sostituito la conversazione ed è diventato motivo di una grande e irrazionale gara collettiva. Siamo arrivati al punto in cui si ricorre al gioco per placare l’urgenza di sentirci parte di una comunità che oggi manca. Questa applicazione per alcuni sembra assurda, senza logica, rasenta la follia, mentre per altri sembra essere uno stimolo e un aiuto per la loro salute psichica. “Pokémon Go ha cambiato la mia vita in meglio in appena una settimana”, scrive un’ utente a Repubblica.it, “Sto combattendo con un disordine della personalità borderline, depressione e ansia, e mi ha aiutato a uscire di casa”. Testimonianze che scientificamente non portano ad alcuna conclusione. Si tratta di un accanimento che porta a distrarsi da una realtà difficile da affrontare; un’intera generazione impazzisce andando alla ricerca di mostriciattoli in un mondo reale che invece avrebbe bisogno di una presa di coscienza generale e di un’azione collettiva. Bisogna comprendere che questo è solo uno dei tanti modi per nascondersi dalle lacune che affliggono i nostri giorni, come sostenuto anche dal sociologo Bovalino.