RIPALIMOSANI E L’INTRICATA STORIA DELLA FERMATA DEL BUS

211
RIPALIMOSANI E L’INTRICATA STORIA DELLA FERMATA DEL BUS

La fermata degli autobus sotto Ripalimosani potrà essere ripristinata? Se lo chiedono i tanti dipendenti Fiat e tutti gli utenti che negli ultimi tempi hanno dovuto farne a meno. E ieri mattina su Ingotte, dove si trova la fermata che non viene più utilizzata, si è recato personalmente l’assessore regionale ai trasporti Pierpaolo Nagni insieme a Michele Denaro e Filippo Poleggi del Forum Trasporto pubblico, interessati dai pendolari. Un sopralluogo al quale hanno preso parte anche un rappresentante utenti e il vicesindaco di Ripalimosani con delega ai Trasporti e alla Viabilità Luca Mitri. Vicenda complessa.

I fatti. La fermata sotto Ripalimosani è stata sempre un punto di scambio per lavoratori, pendolari, cittadini provenienti dalle aree circostanti e da Campobasso Nord diretti a Termoli. Proprio per questo il Comune di Ripalimosani con la realizzazione dello svincolo attrezzò un’area parcheggio e la scaletta di sottopasso. Con la riorganizzazione delle concessioni al trasporto pubblico emerse il problema: la fermata non è autorizzata dalla Regione perché non rispetta i parametri richiesti dal codice della strada. In altre parole: l’autobus non ha lo spazio minimo per fermarsi, in entrambi i lati ma soprattutto verso Campobasso. Dunque i bus, che in condizione bonaria si erano sempre fermati, non si fermano più.

I pendolari. “Noi operai delle fabbriche del Basso Molise – spiegano alcuni pendolari – siamo costretti a raggiungere il Terminal a Campobasso oppure a scendere sotto Ingotte, vicino al benzinaio, costretti ad attraversare la statale in un punto pericolosissimo per riprendere l’auto. Il disagio è notevole”.

Il Comune di Ripalimosani. “Per realizzare le piazzole a norma occorrono lavori di sbancamento da costi astronomici e insostenibili: si parla di un minimo di 300mila euro. Da quando è emerso il problema stiamo cercando soluzioni alternative e sostenibili – ha dichiarato il vicesindaco Mitri – come ad esempio la sosta del bus nell’area sottostante il viadotto che naturalmente siamo pronti a sistemare a dovere qualora fosse perseguibile per i mezzi”.

L’Anas. Potrebbe, volendo, realizzare con propri fondi le due aree di sosta per la fermata, ma è realistico pensare che tale intervento non rientri nelle priorità dell’Ente, viste le caratteristiche del territorio molisano e le condizioni di viabilità.

L’Azienda dei trasporti. Nessun conducente può fermarsi, per legge, in una piazzola non a norma. Qualora lo facesse (e a lungo è accaduto in condizione bonaria) se ne dovrebbe assumere personalmente ogni responsabilità soprattutto in relazione ad eventuali danni a persone.

La Regione. Dopo il sopralluogo l’assessore Nagni ha convocato una conferenza di servizi da tenere a breve anche insieme ad Anas e azienda trasporti per vagliare tutte le soluzioni possibili, nella legalità, a partire dalle proposte avanzate dai pendolari. Un’apertura al confronto che potrebbe portare a soluzioni condivise a beneficio dei cittadini.