Sprechi alimentari: è legge. Meno burocrazia e più buonsenso

Una legge che vuole essere uno strumento in più contro la lotta alla povertà e che incentiva chi non butta, ma recupera e dona agli indigenti.

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Sprechi alimentari, è legge

Con l’approvazione in Senato nella giornata di ieri è ufficiale la legge contro gli sprechi alimentari. Un segnale per dire basta a chi spreca e per premiare chi non butta. La nuova legge, infatti, piuttosto che sulla penalizzazione punta sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica. Le stime parlano di 1 milione di tonnellate di cibo recuperabile e che potrà essere donato a chi ne ha bisogno attraverso la rete degli enti caritativi, del volontariato e delle onlus che operano sul territorio nazionale. Cibo ma anche farmaci con etichette sbagliate potranno essere donati più facilmente, come riporta un articolo di Repubblica, che specifica che sarà consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono sul campo, che il pane potrà essere donato nelle 24 ore successive alla sua produzione e che anche nel settore della ristorazione si dovranno evitare sprechi incentivando l’asporto degli avanzi. Sprechi che dovranno essere evitati anche nelle mense scolastiche, aziendali e ospedaliere. Questa legge oltre a rappresentare uno strumento di contrasto alla povertà vuole essere anche un modo per educare al rispetto del cibo e incentivare il consumo dei prodotti a chilometro zero. Il provvedimento introduce anche la possibilità per i Comuni di incentivare chi dona agli indigenti con uno sconto sulla Tari.