Telefono Azzurro e Covid19. Aiuti, consigli e contatti per le famiglie

Coronavirus. Telefono Azzurro, da oltre 30 anni impegnato accanto a bambini e adolescenti, garantisce supporto ai bambini e alle famiglie anche in questo periodo di emergenza sanitaria

telefono azzurro

Confini, isolamento, attesa e famiglia: questi sono alcuni temi intorno ai quali, in questo stato di emergenza Coronavirus, ruotano le domande che bambini, adolescenti ed i loro adulti di riferimento pongono alle nostre Linee di Ascolto 1.96.96 e di Emergenza 114.

Sentirsi spaventato, agitato e non riuscire a dormire sono fra le tante preoccupazioni che avvertiamo nelle domande che i bambini sottopongono alle nostre linee – sottolinea il Professor Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro – stiamo affrontando una situazione nuova e difficile per tante persone: è normale a volte fare fatica a trovare le parole per spiegare come ci si sente, soprattutto per i bambini. La cosa più importante però è condividere le sensazioni con le persone che si hanno vicino. Noi di Telefono Azzurro ci siamo, mettendo in campo nuove idee e strumenti per essere vicini a bambini e adolescenti, alle scuole e alle famiglie“.

Telefono Azzurro, da oltre 30 anni impegnato accanto a bambini e adolescenti, garantisce anche oggi, h/24 e tutti i giorni, la piena operatività dei propri servizi, sempre nel pieno rispetto dei massimi standard qualitativi grazie alla solida esperienza maturata negli anni. Oggi Telefono Azzurro si rafforza e lancia una soluzione a portata di click, ed è online la nuova sezione dedicata al Coronavirus. Per affrontare le difficoltà domestiche di questi giorni e le paure del futuro, Telefono Azzurro ha individuato, grazie alle indicazioni dei propri operatori, alcuni temi che racchiudono le richieste di aiuto che riceve in questo periodo.

Chiamo per me ma anche per mia mamma perché papà ci picchia e io non mi sento più al sicuro in casa. Dobbiamo sempre più di frequente chiuderci in bagno o in altre stanze ed io sono terrorizzata“. Questa convivenza coatta può esasperare situazioni di fragilità pregressa; nei casi di violenza domestica, ai quali purtroppo assistono spesso i più piccoli, strategie seppur momentanee che prima venivano adottate possono essere venute meno. L’attuale contesto di restrizione, anche fisica, ha eliminato ogni confine e può contribuire a generare nuovi conflitti, aumentando il rischio che la comunicazione in casa sia più tesa e che i toni si alterino con più facilità.

La situazione attuale ha sconvolto i ritmi di tutti: ha unito in spazi ristretti, ma paradossalmente ha anche isolato alcuni dalle forme di aiuto di prima. Un isolamento dovuto alla sospensione, soprattutto in alcune zone particolarmente colpite, delle attività o dei percorsi che i ragazzi stavano facendo: stare a casa significa vivere una nuova quotidianità, che può mettere in difficoltà sia i ragazzi sia i loro adulti. Anche chiedere aiuto può diventare più difficile, per paura di essere sentiti, per paura che le cose precipitino: ecco perché gli strumenti di aiuto digitale come chat, whatsapp ed APP possono fare la differenza nel consentire la richiesta di aiuto in qualsiasi contesto, per dar voce senza bisogno della voce. Possono infatti agevolare l’emersione di situazioni che altrimenti rimarrebbero sommerse. Si ascoltano anche dichiarazioni come:

non mi sento a mio agio con la mia famiglia. Mi sento spesso un errore e sono costretta a fare cose che non voglio, soprattutto ora. Vorrei poter fare le mie scelte, ma loro non mi ascoltano, ho sempre avuto un brutto rapporto con mio padre e poca comunicazione con mia madre e i miei fratelli. Non ce la faccio più a stare così, voglio stare bene nel poco che mi rimane dell’infanzia, voglio essere felice, non voglio fare questa vita. Con mia mamma ho un buon rapporto, ma non riesco a parlare delle mie cose, del fatto che io adesso sto malissimo, che mi guardo allo specchio e vorrei essere un’altra“.

La famiglia e le relazioni familiari fanno da cornice alle richieste di aiuto dei bambini e dei ragazzi, in questo momento ancor di più. Genitori violenti ma anche genitori poco attenti, poco disponibili all’ascolto, poco capaci di sintonizzarsi con i bisogni dei figli o di vedere il loro dolore. I figli sono bisognosi di punti di riferimento solidi e capaci di ascolto, e il tempo del coronavirus può diventare l’opportunità per trovare il coraggio di riscoprire i genitori come adulti davvero significativi per la propria crescita e per guardare i figli con occhi nuovi.

Per qualsiasi forma di aiuto il Telefono Azzurro è disponibile con: 

  • la Linea 1.96.96, attiva 24 ore su 24, tutti i giorni e totalmente gratuita, fornisce supporto e aiuto a bambini, adolescenti e adulti per tutte le situazioni che possono nuocere allo sviluppo psico-fisico di bambini e ragazzi;
  • il 114 Emergenza Infanzia è un servizio di emergenza rivolto a tutti coloro che vogliano segnalare una situazione di pericolo e di emergenza in cui sono coinvolti bambini e adolescenti;
  • mentre alla pagina è possibile trovare tutti i contatti di riferimento per le varie città.