Zoom sulla legge cancella-debito. Ma come funziona?

E’ la legge chiamata anche salva-suicidi che permette di trovare una mediazione ed uscire dalle sabbie mobili. Ne parliamo con Teresa Magri della Cisal Molise.

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Cisal

E’ conosciuta come legge cancella-debito o come legge salva-suicidi. Tecnicamente è la  Legge n.3 del 27/12/2012, importante soprattutto in questo periodo di crisi perché stabilisce norme in materia di soluzione di casi di sovra indebitamento di soggetti non fallibili.

Fortemente promossa dall’Europa, questa legge è uno strumento che aiuta a ripartire, a ridurre drasticamente i debiti e ridare dignità agli individui vessati da situazioni economiche ormai nella palude.

Il primo Comune che ha aderito a questo tipo di attività è il Comune di Ripalimosani che con lo sportello unico di CISAL da circa un mese si occupa anche di questo genere di pratiche.

Per poterne fruire occorre tuttavia capire bene di che si tratta e a chi è rivolta. Ne parliamo con Teresa Magri, segretaria regionale della CISAL, che ha sede a Campobasso in piazza Cesare Battisti 21.

Chi può (e chi non può) utilizzare la legge cancella-debito?

Possono utilizzarla tutti i soggetti “non fallibili”, cioè privati che non svolgono attività professionale o imprenditoriale ed enti ed imprese che sono esclusi dalle previsioni della Legge Fallimentare.

Non può invece accedere alla legge 3/2012 chi non ha un patrimonio e/o un reddito, anche piccolo, con il quale fare fronte ai propri debiti. In tal caso può farlo un terzo in garanzia.

E’ inoltre escluso chi ha già utilizzato la misura negli ultimi cinque anni, chi si è visto revocare l’accesso per motivi sopraggiunti e a lui imputabili, chi è sottoposto a procedure concorsuali e chi non è in grado di fornire una documentata ricostruzione della sua situazione economico-patrimoniale.

E’ indispensabile un’assistenza tecnica o è possibile far da sé?

Non ci sono obblighi per il cittadino, ma l’assistenza tecnica si rivela conveniente, in quanto si tratta di operare attraverso una sorta di mediazione, che richiede linguaggio tecnico, relazione e documentazione che più sono precisi e più sortiscono risultati positivi.

In genere chi accompagna il cittadino in questo percorso cura tutta la parte burocratica e snellisce i tempi, mentre l’interessato si preoccupa di reperire tutta la documentazione e le certificazioni necessarie. Non occorre per forza pagare uno o più professionisti, oggi ci sono servizi gratuiti che operano a rimborso sul risultato.

Non dimentichiamo che i principali interlocutori di ogni vicenda sono le banche, nei confronti delle quali ci si vede porre sempre preparati al massimo.

E’ dunque una sorta di mediazione giudiziaria…

Sì, è un intervento di terzi che se va a buon fine si conclude in una rateizzazione possibile del pagamento o la cessione di alcuni beni o crediti (in genere il TFR). Sempre considerando che il debito non può mai essere condonato, al limite ridimensionato se l’operazione permette un alto livello di restituzione. Se si riesce ad elaborare una proposta cantierabile e convincente davanti al giudice, questi può decidere di avviare l’uscita dalle acque torbide del debito.