ANTONELLA E I MISTERI NASCOSTI NELLA ‘GRANDE CONCHIGLIA’

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Antonella Minelli

Dalle colline del Molise al Paraguay, tra la popolazione degli Ishir-Ybitoso del gruppo dei Chamacoco. Il motivo? La passione per l’archeologia e una missione archeologica nel Gran Chaco paraguayano. E’ l’esperienza di Antonella Minelli, ricercatrice dell’Università del Molise associata all’ITABC-CNR che dal 27 Giugno al 12 Luglio scorso si trova nel sito di Karcha Balut, letteralmente Grande Conchiglia.
Qui coordina le attività insieme a ricercatori e diplomatici italo-paraguayani, effettuando verifiche stratigrafiche e sondaggi archeologici per la ricostruzione della preistoria locale. A dare il via agli scavi il ritrovamento casuale in quel luogo di resti ossei umani negli anni precedenti (resti di circa duemila anni), obiettivo del lavoro è acquisire maggiori informazioni sulle dinamiche di popolamento preistorico di quell’area e sulle caratteristiche culturali e comportamentali della popolazione. Una missione realizzata grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri Italiano e dell’Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni culturali del CNR, con il supporto dell’Ambasciata italiana in Paraguay, del Ministero della Cultura e del Ministero della Difesa paraguayani.
Già in passato antropologi e ricercatori hanno fatto emergere una grande ricchezza sia culturale ed etnoarcheologica di quell’area, permettendo di identificare le più antiche testimonianze umane con contesti sepolcrali e aree di lavorazione di manufatti del periodo preispanico. Dal ritrovamento di sepolture si possono ricostruire anche i rituali funerari e le antiche tradizioni decorative di queste antiche popolazioni. Infatti alle sepolture si accompagnano frammenti di ceramica decorata di duemila anni fa che confermerebbero un sicuro influsso esterno di popolazioni con cui gli Ishir –Ybitoso sarebbero venuti in contatto.
La missione, grazie al suo valore sociale e culturale, ha permesso di creare relazioni positive e sinergie con le istituzioni locali (Segretariato della Cultura e Ministero della Difesa paraguayani); oggi grazie ad accordi di cooperazione pluriennali è possibile, anche attraverso la ricerca scientifica, favorire lo sviluppo di comunità poco conosciute e che invece possono essere valorizzate, promosse e sostenute.