Campobasso, Pasquale Iapozzuto e Letizia Di Lisa vincono la Su e Giù

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Campobasso, Pasquale Iapozzuto e Letizia Di Lisa vincono la Su e Giù

L’atletica leggera ammalia, rapisce, richiede sacrifici che sovente non pagano nell’immediato. Considerazioni queste che sono ben note ai top runners e soprattutto ai tecnici, ai quali è affidato il duro compito di scoprire e far emergere i potenziali talenti di quanti per caso o con consapevolezza scelgono di affacciarsi a questa disciplina latrice di emozioni intense, pure. I sentieri da intraprendere per centrare in tale campo obiettivi lusinghieri possono essere vari e disparati, ma le scorciatoie in questo ambito si rivelano nel medio termine sempre fallaci. Ed ecco allora che se sei molisano cresci e convivi con una sfida “sana” alla cui base c’è anche un briciolo di ambizione (guai a negarlo) di poter chiudere in un giorno vicino o lontano in maniera “dignitosa” la “Su e Giù“, la gara di tutti, con tutti e per tutti. Una manifestazione, la Manifestazione, che ha il potere di coinvolgere e di incastonarsi quale gemma preziosissima nella mente di ciascuno dei partecipanti. E non è un caso se al traguardo anche nelle edizioni svoltesi tra vento e pioggia ognuno arriva col sorriso. Il sorriso di chi nei minuti prima dello start trema e con un balzo nel passato ripercorre la gara degli anni precedenti e stringe i denti per limare il suo tempo, il sorriso di chi con l’imperizia del principiante dà tutto nella prima parte del tracciato e, quando realizza di essere riuscito comunque a chiudere la gara, si bea del proprio risultato, il sorriso frammisto a commozione di chi con timore reverenziale calpesta la pista del campo scuola con passo leggero e gli occhi rivolti a chi solo per l’anagrafe è venuto a mancare, ma la cui presenza è sempre viva e forte, il sorriso di chi, raggiunto l’agognato ristoro, sorseggia l’acqua lentamente per darsi un tono e per approfittare del pretesto per riprendere fiato, il sorriso di chi ammira gli scorci silvani della nostra Campobasso e ne apprezza i colori, il rumore dell’attrito dato dall’impatto delle scarpette col tapsu-e-giupeto di foglie, il sorriso di chi- da “campuasciano” D.O.C– attraversando le strade del centro storico nelle quali la domenica mattina si spargono i profumi delle cucine di quanti, utilizzando gli eccellenti prodotti locali creano capolavori da servire in tavola, pregusta i piaceri del palato di cui potrà godere di lì a qualche ora o rivive le scene e il pathos ed i sapori di momenti del passato grazie a quel meccanismo mentale di proustiana memoria e il sorriso dei più che-essendo riusciti a mantenere il ritmo costante anche negli infidi “strappi” di cui è costellato il tracciato-gioiscono per aver conseguito quella piccola/grande vittoria con sé stessi. Non è un caso perché a curare l’evento è un team compatto, in cui vigono profondo rispetto reciproco, severità, rigore. I tesserati del Gruppo Sportivo Virtus, dalla dirigenza al più giovane degli esordienti, sono malleabili, lasciano il giusto spazio a chi con competenza, esperienza ed abnegazione può’ traghettarli lontano. Non c’è pressappochismo, nessuno si improvvisa in un mirabile lavoro d’equipe. Ed allora non ha senso parlar di magia, sono meriti conquistati sul campo. Sono urla di gioia che arrivano da lontano grazie a chi ha saputo far tesoro di insegnamenti preziosi, grazie a chi ha saputo e sa osservare in silenzio senza astuzia, senza propensione per i traguardi “facili”, grazie a chi sa trasformare anche il sudore/sacrificio in un momento di edificazione, grazie a chi con estrema lucidità segue i consigli impregnati della saggezza di chi è più avanti con l’età e al contempo non azzittisce, né lascia che si disperdano le abilità delle nuove generazioni. Ed ecco che a novembre Campobasso torna ad indossare il suo abito più bello, sul quale ciascuno ha fissato con ago e cotone di eccellenti qualità i suoi punti. E poco rilevano ordine d’arrivo e crono; in quest’ottica il numero dei partecipanti va preso in esame nel mero intento di tributare il meritato plauso a chi si è impegnato offrendo il proprio tempo a titolo gratuito al fine di contribuire alla perfetta riuscita dell’evento, a chi già da oggi è proiettato all’anno venturo, a chi ha ricoperto e ricoprirà il proprio ruolo all’interno della società con umiltà ed in ossequio ai più sani valori sportivi ed agli sponsor che hanno contribuito a rendere la manifestazione un evento dal target elevato. Veniamo ora allo specifico. Alle ore 10 di domenica 13 novembre, il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, ha dato il via ai tantissimi podisti arrivati in città per prendere parte alla 43^ edizione della “Su e Giù”, per poi correre -indossato il pettoi-vincitorirale numero 1- con loro. A vincere questa edizione due straordinari atleti gialloblù: Pasquale Iapozzuto (che ieri
14 novembre 2016 ha festeggiato il suo ventesimo compleanno) e Letizia Di Lisa -ventuno anni il prossimo 20 dicembre. Bravi, in gamba, motivati, concentratissimi hanno affrontato i quasi 8 km previsti dal regolamento senza cedere alla fatica e dando il massimo in una gara che ciascun virtusino vive col cuore. Ed oggi la cittadinanza intera, e non solo, ha già nostalgia delle frecce gialle disegnate sull’asfalto, dei palloncini, delle band che hanno saputo sostenere tutti, del simpatico Umberto che ha “stordito” ogni runner al passaggio nei pressi di Largo San Leonardo incitando ciascuno col frastuono di un meccanismo sonoro da lui stesso ideato, del vociare allegro dei tantissimi partecipanti e delle griglie poste in prossimità dell’arrivo. L’incantesimo non si è spezzato. Grazie, Gruppo Sportivo Virtus!