“LE SOME” E “LE SAGNE” DI SAN VITALE. UNA TRADIZIONE CHE CONTINUA

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“LE SOME” E “LE SAGNE” DI SAN VITALE. UNA TRADIZIONE CHE CONTINUA

Sabato mattina, 18 aprile 2015, viene rinnovata a San Salvo la tradizionale sfilata de “Le Some”, di cavalli e trattori che trasportano i carichi di grano (appunto le “some”) da trasformare in farina per la preparazione dei “Taralli” di San Vitale. Una sfilata ricca di significati e di pathos, perché affonda le radici (con i ricchi ornamenti floreali e artistici) nella cultura religiosa e popolare locale – anche precedente l’arrivo delle reliquie di San Vitale a San Salvo – e perché coinvolge emotivamente tutte le generazioni fino alle nuove.
Al termine della sfilata per le vie cittadine e dopo la benedizione, ci si porta nel luogo dove sono cucinate, distribuite e consumate “Le sagne”, in un pranzo collettivo cui partecipano non solo i conduttori de “Le Some” ma molti cittadini e ospiti. “Le Sagne” vengono preparate da volontari, soprattutto donne, e bollite nei classici “cottori” di rame dai componenti del Comitato Festa, tra cui lo stesso don Raimondo Artese, sacerdote della parrocchia di San Giuseppe. Il condimento di una volta era di solo pomodoro, oggi consiste in un ragù leggero e sul piatto si spolvera anche del formaggio grattugiato.
La tradizione di mangiare “Le sagne” in piazza è abbastanza recente in quanto fino ad una ventina di anni fa venivano preparate e consumate nei mulini dove erano portate “Le Some”. I luoghi del rito sono mutati: da via della Chiesa a piazza Amendola all’attuale piazza Vitale Artese; mentre non è cambiato il clima di allegria e di festa che si crea.
Per mantenere questo spirito sereno e festoso, il Comitato di San Vitale e l’Assessorato comunale alla cultura invitano i partecipanti a tenere comportamenti corretti (gettare i piatti sporchi nei bidoni, fare uso modico di vino e alcolici, lasciare i tavoli dopo il pasto agli altri commensali), ripetendo la bella esperienza dell’anno scorso di condivisione del cibo e di gioia nello stare insieme, nell’attesa della festa del Santo Patrono del 28 aprile.