“OLIVOTECA D’ITALIA”, ECCO IL PROGETTO

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“OLIVOTECA D’ITALIA”, ECCO IL PROGETTO

Il larinese Pasquale di Lena, possedendo una ricca conoscenza in campo agroalimentare e dedicandosi in particolar modo a vino ed olio, scrive sul suo blog (pasqualedilena.blogspot.it) un articolo che riguarda un suo progetto: “Olivoteca d’Italia”.
Di Lena, dopo aver trovato accordi con la Cia, Città dell’Olio ed altre associazioni regionali, vorrebbe realizzare il suo progetto qui in Molise.
Di cosa si tratta?
Olivoteca d’Italia è l’azienda che raccoglierà 400 varietà autoctone di olivo diffuse su tutto il territorio nazionale.
Presentata ufficialmente a Trieste con il rappresentante dell’Associazione delle Città dell’Olio e il presidente della CIA, Giuseppe Politi, l’iniziativa si pone obiettivo principale quello di raccogliere in un luogo ancora indefinito il patrimonio della biodivesità olivicola, che dà all’Italia uno dei maggiori primati in campo agroalimentare.
Questo sarà un luogo dove far vivere un oliveto particolare rivolto a più soggetti: dalle scolaresche e maestre della scuole dell’obbligo allo studente e ricercatore universitario, dall’amante del paesaggio al turista, fino al consumatore e amante dell’olio. Un “campo-catalogo” per raccogliere e salvaguardare la biodiversità, dove ogni varietà racconta la sua storia e quella del territorio di provenienza. L’ideatore del progetto lo definisce come una “fattoria didattica che mette a disposizione un libro aperto che parla di olivo e di olio, di ambienti particolari, con frantoio e laboratori per far capire il percorso dell’olio, dalla pianta alla tavola del ristorante o della casa del consumatore”. Si degusterà l’olio italiano per eccellenza insieme ai 400 oli monovarietali. Iniziative, incontri, conferenze e attività di ogni tipo riusciranno a rendere sempre più interessante questo parco della biodiversità che fa conoscere, conserva e salvaguarda l’olio italiano.
E’ bene sottolineare che il patrimonio di 400 varietà rappresentate nell’Olivoteca è quasi il doppio di tutte quelle possedute dal resto dei Paesi del mondo: in un quadro di 224 milioni di alberi di olivo che coprono tutte le Regioni (ad esclusione della Valle d’Aosta), soprattutto quelle segnate dall’Appennino e le isole, sui 12 miliardi di alberi censiti in Italia.
Questo patrimonio considerevole, che produce già 350 tipologie di olio, offre anche un altro primato: il numero di dop e igp (38 sulle 92 ad oggi riconosciute dall’Ue), dati imprescindibili per misurarsi su un mercato che sempre più competitivo, dove diversità e qualità risultano essere le carte vincenti.
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