Oltre la disabilità con lo sport, Anna e il suo sogno

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Oltre la disabilità con lo sport, Anna e il suo sogno

«Gli unici limiti di cui sento il peso sono gli acciacchi dell’età» E’ così che inizia la chiacchierata con Anna Bruno. E’ solo una battuta ma la dice lunga sul concetto di handicap che Anna, nonostante le difficoltà a deambulare ha trovato la sua strada nello sport. “E’ un modo per dire che solo i fastidi legati al tempo che passa mi hanno fatto pesare i miei limiti – spiega in un’appassionata conversazione – Perché se trovi la strada per superare l’handicap ti dimentichi di averlo”.Anna bruno 2
La sua strada Anna, che risiede a Battipaglia (Salerno), l’ha trovata nella pesistica, alla quale si è avvicinata quasi casualmente alla ricerca di qualcosa di più della semplice fisioterapia, che fanno tutti, che è importante, ma non fa…volare. “Quando la mia esperienza nella pesistica mi ha portato per la prima volta in vita mia a Vedano Olona, in Lombardia, per il campionato italiano – racconta – davvero avevo l’impressione di essere in un mondo fantastico. Un mondo dove non esiste la disabilità, dove i ragazzi girano sereni senza barriere né fisiche né mentali, dove non si respira quella insopportabile aria di rassegnazione. Dove i disabili non si sentono tali, dove il pietismo è una vecchia reminiscenza appartenente all’archeologia delle società…”. La pesistica è per lei una grande passione, che le ha permesso di superare l’handicap. La famiglia Fipe-Campania mi ha ridato speranze ed energie. Devo ringraziare Davide Pontoriere per il sostegno e la costante presenza in questo mio percorso. Grazie a lui, Anna diventa anche arbitro e personal trainer. E intanto si avvicina anche a discipline nuove. Come il sitting volley, la pallavolo seduti per terra che la porta a Pontecagnano, poco distante dalla sua città. “Grazie al tecnico Teodoro Cicatelli – ci dice ancora – una persona splendida come uomo e come professionista, sono entrata nella squadra della Campania scoprendo un’altra via di uscita dal silenzio e dalla rassegnazione che troppo spesso avvolge il mondo dei disabili. Anche se i nostri territori devono fare ancora molta strada”.
anna bruno 3La tenacia ha permesso ad Anna di entrare a pieno titolo nello sport, ma non è stata cosa facile: le strutture sono ancora poche e sono rare le persone disposte a mettersi in discussione e a comprendere quasi siano le reali possibilità che lo sport dona ai disabili. “Sto vivendo importantissime esperienze – spiega ancora Anna – Guido, vivo la mia vita con normalità, ma combatto con la voglia di fare di più, per me e per gli altri, impattando contro il muro della chiusura, di una mentalità che porta le famiglie degli stessi disabili a tenerli fuori dal giro, a mantenerli il più possibile ancorati alle mura domestiche».
E infine c’è il suo grande sogno: offrire ai giovani disabili l’opportunità di un mondo nuovo. E’ questo oggi l’obiettivo di Anna, che ora pensa a fare in modo che altri vivano le sue stesse emozioni, o almeno una vita serena senza paure. Un sogno che deve diventare un vero e proprio progetto: “Vorrei realizzare un centro polifunzionale per disabili, dove un minibus va a prendere casa per casa i ragazzi, portandoli in una realtà sportiva aperta a tutti ma pensata a misura di disabile. Dove se nella doccia c’è il sedile per il portatore di handicap sarà il normodotato a sedersi, perché lo può fare . Un luogo dove la disabilità è normalità”.