SPETTACOLO, CULTURA E UNO SGUARDO SULLA FELICITA’

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Dialoghi tendenti alla felicità, è il titolo di un nuovo target di spettacolo, ideato dall’attore Maurizio Santilli. Una performance che al monologo intreccia la presenza dialogante con studiosi e interpreti del modo della scrittura, del giornalismo, del cinema, dell’arte in sintonia con il pubblico che liberamente può intervenire tramite personali espressioni in tema col canovaccio imbastito da Santilli che prevede riflessioni, considerazioni, testi di autori classici e moderni, canzoni, personali reinterpretazioni e intuizioni istrioniche. Dopo il successo della prima, tenutasi nello spazio spettacolo- ospitalità Buena Vista della dimora venafrana di Maurizio Santilli, con la partecipazione di Ugo Di Tullio, professore di Organizzazione e Legislazione di Spettacoli teatrali e cinematografici- Università di Pisa, che ha registrato il sold out, si replica ad Isernia, l’otto dicembre dalle ore diciotto. L’Associazione Le cose e lo Spazio Centottanta ospiteranno nei locali affaccianti su corso Marcelli al numero 180 e su via Roma, lo spettacolo- dialogo che si dipanerà tramite la trattazione di temi afferenti ai discorsi che appunto tendono alla felicità con la partecipazione della scrittrice-giornalista Maria Stella Rossi che tratterà la felicità anche dal punto di vista dei grandi artisti. La serata che intreccia motivazioni culturali, teatrali, con la raccolta fondi, si pone in linea con quanto già proposto dall’Associazione Le Cose- e dal suo presidente Donato Giannini- che vuol tracciare nuovi discorsi nel segno della collaborazione, della condivisione e della ideazione / proposta di eventi e occasioni artistiche, culturali, creative. Maurizio Santilli agli spettacoli, già scritti e recitati in teatri nazionali e stranieri, quali quelli di puro e trascinante cabaret, a Sarò bre… Viaggio semiserio nell’umorismo del ‘900 da Petrollini a Campanile da Flaiano a Marchesi, allo spettacolo di recitazione, musica e canto Memorie di un menestrello napoletano- Canzoni napoletane dal 1600 al 1950- completato dalla personale interpretazione di canzoni del repertorio classico napoletano, raccolta in un cd di successo, aggiunge questo attuale lavoro teatrale che si pone come una sorta di work in progress. L’attore calibra e svolge la pièce in assonanza con lo spirito della serata e delle presenze, partendo da un’ideazione che rimane come incipit scritto e studiato sul tema della felicità verso il quale, come spiega lo stesso titolo dello spettacolo, si tende, ognuno con la propria personale filosofia di ricerca che non prevede certezze e ricette ad hoc ma costruzione, determinazione, tempo che possono diventare potenziamento dell’essere individuale e collettivo.