O’dei pazzi. Un’innovazione tutta da scoprire, Angelo Pagano si racconta

Un ristorante innovativo e particolare, colorato e accogliente. Lo Chef Angelo Pagano, gestore del locale, si racconta alla nostra redazione

In Molise, e questo è un risaputo, siamo un po’ tutti delle “buone forchette” e sfido chiunque a trovare un posto nel quale si mangia male, è quasi impossibile. Ognuno ha i suoi gusti: chi preferisce una cucina tradizionale, chi una più innovativa e chi le preferisce entrambe. A Campobasso, a Parco dei Pini, esiste un noto ristorante, O’ dei pazzi, che, da febbraio 2019, ha cambiato gestione…e anche menù. Una cucina non più tradizionale, ma davvero innovativa, per sapori e per creazioni. Il titolare è Angelo Pagano, chef nato al Sud, ma vissuto tanti anni al Nord, per poi ritornare, di nuovo, al Sud. Abbiamo parlato con Angelo, disponibile e felice di parlare con noi, per conoscere la sua storia e quella del suo ristorante.

Io sono campano, ma mi sono trasferito con i miei genitori a Rimini e ho vissuto qui per 16 anni. Fare lo chef non era un sogno, ma lo è diventato. Mi sono iscritto all’alberghiero perché il Liceo non era per me, non avevo voglia di studiare. Volevo fare un percorso più pratico. E grazie a questa scuola ho avuto la possibilità di studiare seriamente e imparare molto. A 20 sono tornato di nuovo al Sud, facendo varie esperienze all’estero, ma anche altri lavori. In Molise sono arrivato per amore: mia moglie è di Campobasso. Infatti, dal 2011, ho svolto tante esperienze in vari ristoranti, nel 2014 sono stato responsabile di una cucina e, da febbraio 2019, ho preso in gestione l’Osteria l’O dei Pazzi. Ho voluto prendere un locale tutto mio, per la prima volta, per mettere in pratica, a 360 gradi, tutto quello che so fare, un modo per costruire qualcosa di vero in “casa propria”. La vecchia gestione era un’osteria classica, mentre il mio ristorante è totalmente diverso: ho cambiato tutto, dall’arredo al menù perché, in questo modo, la sento più mia.

Ciò che mi soddisfa di più e che riesco a portare tutto quello che penso e tutto ciò che mi rappresenta nei miei piatti, è grandioso. Dal mio menù viene fuori l’innovazione nella tradizione. L’innovazione è rappresentata dal pesce, l’identità del mio locale. Chi viene a pranzo o a cena da me, sa che verrà a mangiare principalmente pesce. La tradizione è una piccola parte rappresentata dalla carne perché molti non gradiscono il pesce e, quindi, cerco sempre di accontentare le esigenze di tutti. Nell’innovazione il pesce è diverso. A Campobasso ci sono tanti ottimi ristoranti nei quali gustare ottimo pesce, lo sappiamo tutti, da me, invece, il pesce è servito e cucinato in maniera diversa, e questo fa la differenza. Non porto in tavola la semplice pepata di cozze o la semplice sogliola, cerco di costruire un mix di sapori e contrasti che rendono i miei piatti unici. Punto molto sulla qualità e perché no, anche sulla quantità. Molti dicono: “Angelo tu non cucini in maniera tradizionale, però ci fai saziare”, perchè, spesso, l’idea comune e che, in un locale in cui si propone una cucina innovativa, quasi necessariamente, si mangia poco. Invece non è assolumente così: all’O’dei Pazzi si va via sempre con la pancia piena!

E’ stato difficile partire, ho dovuto rimboccarmi le mani, assieme a mia moglie, e lavorare sodo. Ma ora, tralasciando il triste momento dell’emergenza sanitaria, posso dire di essere soddisfatto e felice dei miei clienti. Ci prendiamo cura di loro dal momento in cui si siedono a tavola, fino alla fine. Molti sono titubanti, ma poi vanno via sempre contenti. Ovviamente voglio migliorami e migliorare la mia cucina, perfezionandola sempre di più. Ma il sogno più vicino, onestamente, è quello di riaprire al più presto. Per necessità della situazione siamo chiusi da un mese, non sono mai stato così tanto tempo senza lavorare. Ho voglia di riaccogliere i miei clienti. Un sogno a lungo termine è quello di avere un ristorante più grande, forse nel 2021. Ho approfittato di questo periodo sospeso per pensare. Voglio dare a Campobasso un posto nel quale la gente potrà sempre dire: “che bello. Si mangia bene, non vedo l’ora di tornare.

Ringraziamo Angelo con la speranza che, come tutti, potrà tornare presto ai suoi fornelli!