Perché essere vegetariani? Ascoltiamo le motivazioni di un’intervistata

82

Negli ultimi decenni molte sono le persone che hanno deciso di scegliere un’alimentazione vegetariana. C’è chi la considera una scelta dettata dalla moda, chi un sacrificio, chi una decisione che nuoce gravemente alla salute e chi, invece, si sente meglio da quando ha deciso di condurre un’alimentazione vegetariana.

Veronesi diceva di “considerare il vegetarianesimo una conquista culturale e un segno di civiltà. Chi è vegetariano si sente cittadino 
della Terra, perché non deve uccidere e massacrare i suoi abitanti per rispondere al suo primordiale bisogno di cibo. L’orgoglio vegetariano è analogo a quello che provavano i greci che appartenevano alle prime scuole filosofiche e infatti i vegetariani convinti, a partire da Leonardo da Vinci fino ai Beatles, hanno fatto della loro scelta una bandiera, che indica una certa visione del mondo: con meno violenza, meno morte, più coscienza 
e più senso di responsabilità individuale”.

Nell’epoca dei pro e dei contro nei confronti di questa decisione cerchiamo di capire, attraverso una testimonianza diretta, le motivazioni che hanno spinto, quasi cinque anni fa, Rosaria a diventare vegetariana.

La decisione di diventare vegetariana è motivata da un episodio in particolare? 

No, non è stata motivata da qualche episodio in particolare, come magari lo è stato per molti altri vegetariani. La mia scelta è del tutto personale e ha che fare con una serie di riflessioni riguardanti il rapporto tra l’uomo e l’ambiente; mi sono informata per mesi e ho capito come il nostro consumo di carne influisce sull’inquinamento ambientale. Il mio è anche un modo di oppormi all’allevamento intensivo che non è assolutamente etico.

Nel corso di questi anni hai mai avuto dei ripensamenti sulla tua scelta?

No, non ho mai avuto ripensamenti nell’essere vegetariana. Piuttosto ho pensato se fosse davvero coerente con il mio pensiero essere vegetariana e non vegana; mi sono chiesta se davvero fosse giusto continuare a mangiare anche derivati animali.

Essere vegetariana ti fa stare bene oppure, talvolta, senti di rinunciare al qualcosa?

Io non rinuncio a nulla; rinuncio a pesce e carne sicuramente, ma non è una rinuncia negativa. Dico di no a determinate cose, ma non ne soffro. Credo che, dal mio punto di vista, sia una decisione ragionata, quindi non faccio nessun sacrificio che mi fa stare male.

Ti sei mai trovata nella situazione di dover spiegare i motivi dell’essere vegetariana  a qualcuno che ha opinioni discordanti con le tue?

Si, spesso. Talvolta questa decisione non è accettata perché non viene compresa. Non viene compresa poiché molti, e parlo di coloro con i quali mi sono confrontata, credono che il nutrirsi di carne è qualcosa di necessario, qualcosa di stabilito a priori, una sorta di superiorità dell’uomo sull’animale. Poi molti credono che non mangiare carne sia un danno alla salute; su questo non intervengo perché non sono un’esperta di nutrizione e/o alimentazione, quindi non so se sia corretto o no, per il corpo, mangiare carne o meno. Altri credono che la mia sia solo una scelta dettata dalla moda e quindi, come tutte le mode passeggere, pensano che debba essere sottovalutata, di conseguenza non sono interessati nemmeno alle mie spiegazioni.

Da quando sei vegetariana hai percepito cambiamenti al tuo corpo?

Mi sento molto meglio. Sono quasi cinque anni che sono vegetariana. Sembra che non mi affatico, mi sento leggera. Ma, probabilmente, questa sensazione di benessere fisico è legata al fatto di stare bene soprattutto psicologicamente.