Sebastiano Di Rienzo, il “sarto” molisano alla corte di Valentino

Sebastiano di rienzo

Sebastiano Di Rienzo, noto sarto- così come vuol essere chiamato e non stilista- con collaborazioni importanti e di privilegio come quella con il mitico Valentino, ha dato alle stampe un nuovo libro dal timbro autobiografico dopo “Alla corte di Valentino. L’ultimo imperatore della moda e dello stile”, libro che ha riscosso successo e apprezzamenti, edito sempre dalla De Luca Editori D’Arte.

Nel volume si traccia un viaggio nel tempo dell’infanzia e della fanciullezza alla ricerca di memorie personali e della comunità di Capracotta dove Di Rienzo è nato e dove ha conosciuto i primi importanti apprendimenti da sarto. Giovanni Borrelli, con laboratorio sartoriale in Capracotta- paese che ha formato oltre mille sarti poi affermatisi nel mondo- è stato il suo primo maestro, una foto in bianco e nero ritrae un Sebastiano bambino con il suo maestro e altri compagni di apprendistato.

Un’infanzia “gioiosa”, come sottolinea in più situazioni Di Rienzo che ha affidato i suoi appunti e i suoi ricordi a Domenico Di Nucci che ne ha curato la scrittura definitiva, è il tema dominante del racconto che in contemporanea scrive e tratteggia episodi personali intrecciati e vissuti in sintonia con la comunità di Capracotta, paese del costante ritorno di Sebastiano Di Rienzo anche quando la sua storia di lavoro e di impegno personale lo porterà a conquistare importanti traguardi lavorativi e nella vita.

Sebastiano di rienzoIl volume in bella veste editoriale, con singolare titolo “Il cappotto di quarta mano” e sottotitolo “Ricordi di un’infanzia felice” ci pone immediatamente un ossimoro che in realtà nella lettura del libro si scioglie e si chiarisce in armonia/ sintonia.

Il vissuto raccontato fa leva su toni di divertita ironia e di sottile e autentica gioia di vivere pur nelle limitazioni economiche e nei disagi di una vita in cui si lavorava sempre e si lavorava tutti quindi pure i più piccoli e anche il bambino Seby, come viene chiamato oggi nel mondo della moda.

Il volume, che contiene anche interessanti foto di archivio locale e personale, diviene strumento valido di conoscenza dell’iter formativo di Sebastiano fino al suo arrivo a Roma da Angelo Piccioni e si conclude con il passo più importante della sua vita con la frequentazione dell’Atelier Valentino. La ricostruzione di memorie personali e della comunità capracottese avviene con episodi e racconti vissuti in maniera corale come era vissuta e percepita la vita nel periodo che va dagli anni Quaranta ai Sessanta.

Nomi, citazioni, testimonianze, presenze si dipanano anche per il tramite della singolare storia di “capotti indossati di quarta mano”, in un periodo in cui non si rifiutava di continuo come nel contemporaneo vivere ma si consumava fin che era possibile per cui i cappotti venivano indossati e poi passati a fratelli, amici, vicini di casa e quindi rigirati e trasformati in giacche, quando il tempo e l’uso li avevano sdruciti e scolorati. Sebastiano colpito e affascinato sin da piccolo dai colori, dalla bellezza e dalla luce dei paesaggi dei dintorni di Capracotta e dai dettagli degli abiti era destinato poi a creare e cucire cappotti eleganti e di alta fattura per persone note del mondo della politica, dello spettacolo e della società internazionale.

Presentazione del volume nella Chiesa Madre di Capracotta il 15 luglio alle ore 18.15 con la partecipazione di chi scrive, quale relatore del libro, del sindaco Candido Paglione, del parroco Elio Venditti, dei due autori Sebastiano Di Rienzo e Domenico Di Nucci.