Walter Genua, l’artista serio e tenace che si è battuto per la cultura

S’intitola Da panno a bandiera il libro presentato ieri pomeriggio, nell’Aula Magna del convitto Mario Pagano, dedicato a Walter Genua, uno degli artisti più rappresentativi nel panorama artistico molisano.

La mostra e la monografia che l’accompagna sono frutto di un percorso lungo, voluto dalla famiglia che si è sentita in dovere di ricordare un padre e un artista straordinario, e di un intenso lavoro di ricerca portato avanti da Silvia Valente, già curatrice della mostra su Antonio Corbo.

IMG_3143Nella nostra città ci sono spazi meravigliosi, come il Circolo Sannitico che ospita la mostra su Walter Genua fino al 29 maggio, ma sono luoghi che spesso non consentono di raccontare appieno il percorso di un artista.

Walter Genua ha dato inizio alla sua attività nel 1953 mettendo al centro della sua indagine artistica il mondo della realtà contadina e le personalità relegate ai margini della società. Si è dedicato prima alla scultura, che definiva ‘primitiva e arcaica’ e alla pittura poi, cavalcando perfettamente ciò che caratterizzava la sua contemporaneità. Ha partecipato ben sedici volte al Premio Termoli e ha fatto parte insieme a Lino Mastropaolo, Antonio Pettinicchi e Augusto Massa, della prima ed ultima aggregazione di artisti molisani, il Gruppo 70.

È stato un piacere, come Amministrazione comunale, essere stati parte attiva di questo progetto, ha detto il sindaco Roberto Gravina.

Nel corso della presentazione è stato spesso rimarcata la disponibilità delle istituzioni nel sostenere iniziative che attribuiscano valore ed importanza alla cultura nel suo senso più ampio. È importante però che le istituzioni siano presenti come risorsa culturale. Non devono limitarsi al supporto di tipo economico e con loro va instaurato un dialogo costante, sono state le parole di Silvia Valente.

In Molise ci sono intellettuali di buona caratura e amministratori che fanno sforzi sinceri eppure siamo l’unica regione che manca di un museo d’arte contemporanea, ha detto il prof. Norberto Lombardi. Abbiamo bisogno di un forte, preciso disegno identitario di questa terra che altrimenti rischia di perdere i suoi ancoraggi fondamentali e abbiamo bisogno di allargare i nostri orizzonti, puntando su una cultura della ricerca, che fa fare passi avanti, piuttosto che su una cultura degli eventi. Una comunità che non racconta i propri artisti è destinata a perdersi.

A concludere l’evento le parole del rettore del Mario Pagano Rossella Gianfagna: Mi auguro che questa città diventi sempre più bella, perché solo con la bellezza ci possiamo salvare.