Il 29 marzo scorso il Parlamento ha approvato la ” Legge Zampa ” (dal nome della Senatrice Sandra Zampa, prima firmataria del provvedimento). Si tratta della prima legge che definisce con chiarezza diritti e tutele per i minorenni migranti e rifugiati che arrivano in Italia da soli. Una legge attesa da anni e fortemente sostenuta dall’ UNICEF e dalle associazioni dedicate ai diritti dell’infanzia.
Solo nel 2016 sono arrivati nel nostro paese 25.850 bambini e adolescenti non accompagnati : più del doppio rispetto ai 12.360 del 2015, il 91% di tutti i 28.200 minorenni che nell’anno appena trascorso hanno raggiunto l’Italia.
Ma che cosa garantisce questa legge? In poche parole misure di accoglienza, protezione, istruzione e integrazione nella nostra società a ragazzi che fuggono da conflitti, sfruttamento e povertà.
Nel dettaglio una serie di limiti ed azioni che tutelino nel concreto sicurezza e dignità perché particolarmente a rischio e indifesi.
Intanto il termine massimo di trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza è ridotto da 60 a 30 giorni, con un miglioramento delle procedure per l’accertamento dell’età e la garanzia di standard minimi delle strutture residenziali per minorenni accolti.
Inoltre vengono estesi e promossi l’utilizzo di mediatori culturali qualificati, lo strumento dell’affido familiare e la nomina di tutori volontari per questi minorenni, rafforzando diritti come quello all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alla piena attuazione delle garanzie processuali.
Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali viene infine istituito un Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati, per mettere a sistema e diffondere azioni efficaci per bambini e bambine, ragazzi e ragazze giunti in Italia nella disperata ricerca di un futuro degno di essere vissuto.


















