Ogni anno l’inquinamento uccide 600 mila bambini. La percentuale di ragazzi al di sotto dei 15 anni che ogni giorno respira aria inquinata è pari al 90%. A rivelarlo è il rapporto sull’inquinamento dell’aria presentato a dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in occasione della prima Conferenza globale sull’inquinamento atmosferico e salute che si è tenuta a Ginevra il 30 ottobre. I dati delineano uno scenario preoccupante per i bambini italiani, che sono esposti a livelli altissimi di polveri sottili. Il 98% vive in zone altamente inquinate, in particolare nel Nord Italia, dove vengono superati regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10, azoto e ozono).
Gli effetti dell’inquinamento dell’aria iniziano già dalla gravidanza, durante la quale l’esposizione causa parti prematuri e basso peso alla nascita. Inoltre, l’aria inquinata ha un impatto sullo sviluppo cognitivo, scatena malattie respiratorie come l’asma, favorisce lo sviluppo di malattie cardiovascolari ed è una delle principali cause della comparsa di tumori infantili.
“Il crescente tasso di cancro nei bambini di tutto il mondo è profondamente preoccupante – si legge nel rapporto – Ci sono molte prove del legame fra esposizione prenatale o infantile all’AAP (ambient air pollution) e aumento del rischio di leucemia e altri tumori”. Gli inceneritori dei rifiuti, i processi industriali, le combustioni di carburante contribuiscono alla formazione di sostanze tossiche che possono depositarsi in qualsiasi ambiente; pertanto i bambini anche quando giocano nelle loro case sono esposti all’inquinamento.
I dati del rapporto dicono che le esposizioni all’inquinamento ambientale esterno hanno provocato la morte prematura di 300.000 mila bambini sotto i 5 anni nel 2016, e complessivamente il decesso di 4,2 milioni di persone.
Per quanto riguarda l’HAP (houseold air pollution), nel mondo circa tre miliardi di persone utilizzano combustibili e dispositivi inquinanti. Donne e bambini passano la maggior parte del loro tempo in ambienti chiusi, e come dimostrano molti studi, le concentrazioni degli inquinanti indoor sono generalmente da 1 a 5 volte maggiori rispetto a quelle outdoor, mentre l’esposizione indoor è da 10 a 50 volte superiore all’esposizione outdoor.
Uno dei fattori che facilita la comparsa di malattie nei bambini è la velocità della respirazione, che è doppia rispetto a quella degli adulti, e la quantità di inquinanti atmosferici inalati è maggiore. Le particelle vengono mosse più velocemente attraverso il sistema respiratorio nei primi anni di vita e raggiungono i polmoni, gli alveoli e il flusso sanguigno rapidamente. A differenza degli adulti, inoltre, i bambini sono più attivi fisicamente e sono più vicini al terreno, dove il livello di concentrazione degli inquinanti è maggiore. “L’inquinamento è il nuovo tabacco. È un’emergenza sanitaria perché uccide 7 milioni di persone ogni anno e danneggia la salute di molte persone- ha dichiarato Tedros Adhanom, direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità – Nonostante questa epidemia di vittime e invalidità, evitabile e prevenibile, una fosca cappa di autocompiacimento pervade il pianeta”.



















