Antibiotici nei fiumi 300 volte sopra i limiti

Nei fiumi del mondo scorrono concentrazioni di antibiotici che arrivano a superare anche di 300 volte le soglie ritenute sicure dall’Amr Industry Alliance. L’allarme  è stato lanciato dal primo studio globale  condotto dall’Università di New York, e ha confermato  che il maggior rischio di contaminazione avviene nei pressi di impianti di trattamento delle acque o di rifiuti, oppure in aree caratterizzate da conflitti e instabilità politica come il confine tra Israele e Palestina. In Europa, il fiume più contaminato è il Danubio, ma anche il Tamigi non si può considerare pulito ( la concentrazione di antibiotici è di 233 nanogrammi per litro).

Le situazioni peggiori, tuttavia, si riscontrano in Bangladesh, Kenya, Nigeria, Pakistan e Ghana. Secondo l’indagine, l’antibiotico più diffuso è stato il trimetropim, utilizzato principalmente per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie, ed è stato rilevato in 307 dei 711 siti testati, mentre la ciprofloxacina è il farmaco che ha superato di più i livelli di sicurezza, in 51 campioni. A preoccupare gli scienziati è soprattutto la diffusione della antibiotico resistenza. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dicono che circa 700mila persone ogni anno muoiono a causa di infezioni resistenti ai farmaci. Una cifra destinata ad aumentare entro il 2050 se non verranno presi provvedimenti. E anche l’Italia dovrà adottare delle strategie per affrontare il problema, come ha evidenziato i dossier di Greenpeace sugli allevamenti intensivi.

Il professor Alistair Boxall, scienziato dell’istituto di sostenibilità ambientale dell’Università  di New York, ha dichiarato: “I risultati sono piuttosto sorprendenti e preoccupanti, a dimostrazione della diffusa contaminazione dei sistemi fluviali di tutto il mondo con composti antibiotici. Molti scienziati e responsabili politici ora riconoscono il ruolo dell’ambiente naturale nel problema della resistenza antimicrobica. I nostri dati mostrano che la contaminazione antibiotica dei fiumi potrebbe essere un contributo importante. Risolvere il problema sarà una grande sfida e richiederà investimenti nelle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, una regolamentazione più severa e la pulizia di siti già contaminati”.