Incendi, colpite tre ecoregioni in Sud America

Continuano gli incendi in Sud America. Le fiamme stanno distruggendo tre ecoregioni tra le più importanti del pianeta, in una area compresa tra Bolivia, Brasile e Paraguay. Insieme all’Amazzonia anche il Pantanal, la zona umida più vasta della Terra e la Chikitana forest, tra Bolivia e El Chaco rischiano di scomparire.

“Le nostre guardie stanno combattendo il fuoco da almeno 3 settimane: il mondo, infatti, ha saputo degli incendi solo ora, ma qui la lotta è iniziata ben prima e per questo ora l’area devastata dal fuoco è molto ampia. In campo ci sono guardie parco, volontari, comunità locali. Purtroppo siamo nel mezzo della stagione degli incendi che di solito dura fino a novembre: a settembre quindi la situazione sarà molto simile ad agosto. Anche se riusciremo a spegnere il fuoco in alcune aree, il rischio per le prossime settimane rimarrà ancora altissimo – ha spiegato Jordi Surkin, direttore dell’Unità di Coordinamento Amazzonica del WWF Latino America – Il governo boliviano sta impiegando un Boeing 747 per spegnere gli incendi capace di trasportare circa 75.000 litri di acqua, uno sforzo enorme che penso si stia facendo anche in Brasile. In molte aree il fuoco purtroppo è totalmente fuori controllo e si sta estendendo in modo impressionante. Nel solo dipartimento di Santa Cruz in Bolivia, dove mi trovo ora, finora è andato in fumo oltre un milione di ettari di foresta. Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per salvare queste aree in cui lavoriamo con progetti di conservazione”.

Diverse cause hanno scatenato questi incendi: l’agricoltura estensiva, l’insufficiente conoscenza dei metodi capaci di impedire questi disastri, l’utilizzo da parte degli allevatori di tecniche non appropriate nell’utilizzo del fuoco, che può ad esempio rigenerare il terreno destinato ai pascoli.

“Non so se questo disastro possa definirsi un crimine contro l’umanità, ma quello che è certo è che si tratta di una tragedia enorme che ha effetti al livello globale e di cui la comunità globale deve preoccuparsi. Il WWF collabora con molte comunità che ora stanno perdendo praticamente tutto. Una di queste, che vive nella Chikitana forest – all’interno dell’Amazzonia boliviana – ha perso circa 60.000 dollari di legname raccolto maniera sostenibile, il guadagno di un intero anno di lavoro andato in fumo, oltre alla perdita del territorio in cui vivono. Questo sta accadendo anche in Brasile. La gente perde territorio, cibo, casa – ha aggiunto Jordi Surkin – Mamme e bambini sono stati evacuati a causa del fumo e delle condizioni di vita impossibili per colpa degli incendi. Il WWF in questi anni è riuscito a ottenere dai governi la tutela del 50% dei territorio forestali dell’Amazzonia in cui vivono le popolazioni indigene. Non possiamo perdere tutto questo e vanificare gli sforzi. Il ruolo di queste popolazioni è fondamentale per conservare l’integrità delle foreste”.

Cosa possono fare i cittadini?

“I governi devono fare scelte più ambiziose, i cittadini devono diventare più consapevoli e chiedere di più. Come secondo passo, bisogna scegliere nei consumi quotidiani prodotti a ‘Zero deforestazione’, ovvero, derivati da attività sostenibili che non comportino alcuna deforestazione, soprattutto per la soia – ha suggerito il WWF – I cittadini possono poi informarsi sul nostro sito web sul ruolo delle foreste, le cause che scatenano questi incendi, restare aggiornati. Infine, è importante l’aiuto economico per garantire cibo, medicine, vestiario, equipaggiamento per chi lotta contro il fuoco sul territorio. Abbiamo estrema urgenza di tutto questo. Siamo estremamente grati a chi ci sta supportando: stanno arrivando donazioni da scuole, comunità e questo è incredibile. Ma dobbiamo fare davvero uno sforzo  globale per proteggere questo patrimonio, è importante non solo per chi vive in queste aree, ma per tutto il pianeta”.