In Molise un progetto per salvare la trota mediterranea

Vulnerabile in Europa e a rischio estinzione in Italia, la trota mediterranea, una volta molto diffusa nei bacini fluviali di molte regioni, oggi è minacciata da diversi fattori di origine umana e rischia di sparire, a danno del nostro patrimonio di biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi naturali tipici del Belpaese. Per scongiurare questo rischio è nato Life Nat.Sal.Mo, un progetto finanziato dalla Comunità europea con l’obiettivo specifico di recuperare e conservare la trota mediterranea e il suo habitat in due bacini fluviali della regione Molise, il Biferno e il Volturno.

La presentazione del progetto si è tenuta oggi presso l’Assessorato alle Politiche Agricole e Tutela Ambiente della Regione Molise, hanno partecipato: Nicola Cavaliere (Assessore Regionale Politiche Agricole ed Agroalimentari; Sviluppo Rurale; Programmazione Forestale; Caccia e Pesca; Pesca Produttiva, Tutela dell’ambiente; Difesa del Suolo; Politiche energetiche), Raffaele Coppola (Direttore Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti – Università del Molise), Nicolaia Iaffaldano (Università del Molise, Project manager Nat.Sal.Mo), Stefano Esposito (Ittiologo MTRG), Antonio Nicoletti (Responsabile Aree protette e biodiversità Legambiente), Roberto De Socio (Sindaco Comune di Oratino),Giuseppe Giuliano (STUDIOGIULIANO).

Grazie a questa iniziativa le due popolazioni native principali presenti nel Biferno – popolazione adriatica con caratteristiche genetiche condivise con la trota marmorata del bacino padano (S.marmoratus), – e nel Volturno – popolazione nota per il “fenotipo tigrato” – saranno oggetto di diverse attività mirate alla tutela e alla implementazione delle popolazioni selvatiche locali. Questi esemplari, infatti, subiscono numerose minacce tra cui un impoverimento genetico con perdita della variabilità genetica originale dovuta all’introduzione, a fini sportivi, di ceppi di trote domestiche originarie del Nord Europa in grado di ibridarsi progressivamente e permanentemente con le popolazioni native. Significativo anche il fenomeno della perdita dell’habitat di riproduzione della specie, dovuta alla presenza di barriere, interventi e manufatti di natura umana che ostacolano la risalita del fiume da parte degli individui riproduttori, alterando il loro ciclo vitale e lapresenza di rifiuti lungo il letto dei fiumi che altera le zone riproduttive, senza dimenticare le conseguenze della scarsa regolamentazione della pesca, che non tutela la specie nemmeno nel giusto periodo riproduttivo. Nel corso del progetto, che durerà fino a marzo 2023, verranno messe in campo attività mirate a limitare il fenomeno di ibridazione introgressiva delle popolazioni native, favorendo l’accesso ai siti riproduttivi solo ai riproduttori selvatici nativi e bloccando presso stazioni fisse gli esemplari ibridi e i non nativi. L’obiettivo del progetto verrà perseguito utilizzando tecniche di riproduzione altamente innovative ed efficaci, tramite l’uso di seme congelato e di nidi artificiali per facilitare l’incubazione delle uova.

Verrà valutata la replicabilità delle metodologie sviluppate nel corso del progetto in altri paesi membri dell’UE, anche con specie diverse dalla S. macrostigma. La valorizzazione della biodiversità passa anche per la sensibilizzazione del pubblico generalista, degli abitanti della regione e degli studenti cui verranno dedicati apposti workshop e seminari. Attraverso la collaborazione attiva della società civile, delle associazioni locali e dei diretti fruitori delle risorse fluviali, porteremo avanti un’opera di sensibilizzazione che sarà in grado di generare un aumento della consapevolezza del valore ambientale di questa regione e del suo patrimonio di biodiversità con un ritorno socio-economico positivo importante per il successo del progetto a lungo termine e per la sua replicabilità in Europa“, ha dichiarato il Responsabile Aree Protette e biodiversità di Legambiente Antonio Nicoletti.

La variabilità genetica delle popolazioni native sarà mantenuta utilizzando il seme congelato, mentre l’areale di S. macrostigma aumenterà di almeno il 25% con una produzione di almeno 50.000 uova/anno. Verrà realizzata la prima criobanca del seme delle popolazioni native di trota Mediterranea con alta variabilità genetica, e queste metodologie innovative (crioconservazione del seme e nesting thecniques) sviluppate nel Life Nat.Sal.Mo saranno rese disponibili anche per altre specie in altri paesi europei, oltre alla già prevista applicazione sul territorio rumeno per la popolazione selvatica di salmone del Danubio Hucho hucho.