Pendolaria, Legambiente: “Sulla tratta Campobasso-Roma restano ancora forti i disagi”

Ex Circumvesuviana, Roma Nord-Viterbo, Roma San Paolo- Lidio di Ostia, Milano-Chiasso, Terni-Sansepolcro. E poi Agrigento-Palermo, Battipaglia- Potenza- Metaponto, Genova-Ovada-Acqui Terme, Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta, Verona-Rovigo. Sono queste le 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia indicate da Legambiente nel Rapporto Pendolaria 2019.

In un momento storico in cui le politiche sulla viabilità e sui trasporti dovrebbero contribuire sensibilmente alla riduzione delle emissioni di Co2, nel nostro Paese scegliere il treno per spostarsi significa fare i conti con troppi disservizi. E anche se sono circa 3 milioni i pendolari che viaggiano ogni giorno, sempre più persone abbandonano i treni perché li trovano  affollati, vecchi e sottoposti a continue cancellazioni. I numeri presentati da Legambiente sul trasporto su ferro evidenziano una differenza sostanziale fra Nord e Sud. In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna si vedranno, infatti, miglioramenti soltanto nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia.

In Campania, in particolar modo, nonostante gli investimenti in corso, l’età media dei convogli rimane alta (19,7) soprattutto a causa dell’anzianità del parco rotabile di EAV (ex Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst). Stessa situazione nel Lazio, dove si riscontrano le differenze fra i mezzi Atac e quelli delle linee FL frequentate dai convogli Trenitalia.

Per quanto riguarda il Molise, quest’anno non è stata inserita la tratta Campobasso-Roma nella classifica, tuttavia i disagi per i pendolari molisani persistono: tempi di percorrenza sempre più lunghi, tagli al servizio (-33,2%) ed incrementi tariffari (+25,3%) – dal 2010 al 2019 – hanno messo all’angolo il trasporto ferroviario regionale. “L’azione di prendere il treno per i cittadini molisani, specialmente nella tratta che da Campobasso porta a Roma e viceversa – ha dichiarato Legambiente Molise –  è diventata oramai una scelta di coraggio, sia per i continui disagi che si ripercuotono settimanalmente sui tempi di percorrenza della tratta, che per gli incrementi tariffari perpetuati dalla Regione Molise sul T.P.L.”. L’età media del materiale rotabile che viaggia sulle tratte molisane è pari 17,6 anni (+0,7 rispetto al 2018), con i treni con più di 15 anni che sono passati da essere il 45,5% al 72,7%.

Non si può non prendere in considerazione, inoltre, la chiusura della tratta Campobasso-Termoli. I collegamenti tra il capoluogo ed il mare, quindi, sono per lo più lasciati alle sorti del trasporto su gomma che, oltre ad essere più inquinante, vive una situazione non meno drammatica come dimostrano gli scioperi di questi giorni. “L’attivazione della metropolitana leggera può essere una base di partenza per convincere le persone a scegliere la mobilità sostenibile – ha aggiunto Legambiente Molise – ma solamente se questa sarà accompagnata da un nuovo sistema di mobilità per l’intera Regione che preveda l’integrazione tra trasporto su rotaia e su gomma”.

Il nuovo esecutivo di Conte ha annunciato di investire sulla green economy, ma attualmente sembra essere soltanto uno slogan.

“Nella legge di Bilancio in corso di approvazione non sono previste risorse aggiuntive per potenziare il servizio o per acquistare treni per i pendolari. – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Eppure se si vuole puntare davvero a un green new deal come annunciato dal Governo Conte occorre rilanciare una cura del ferro nel nostro Paese. La priorità dovrebbe essere partire dal recupero dei tagli alle risorse avvenuto rispetto a 10 anni fa. Dal 2009, infatti, le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 21,5%. Una scelta che ha avuto come conseguenze tagli e disagi che i pendolari vivono ogni giorno”.