Coronavirus e crisi dei parrucchieri, ne parliamo con Carmela Moffa

Saloni di parrucchieri in crisi, riaperture previste il 1 giugno. Ne parliamo con Carmela Moffa, titolare del salone "Il Bello delle donne"

Tutto il settore del beauty sta subendo una grave crisi economica. L’Italia riparte, ma tutta una serie di attività vedranno la partenza ritardata ad un passo dall’estate. Parrucchieri, barbieri ed estetiste? La loro attesa sarà lunghissima e sofferta, perché non ci sarà alcuna ripartenza fino al primo giugno. Si stima che siano 130 mila le imprese artigiane che svolgono attività collegate alla cura della persona (parrucchieri, estetisti ecc.) con un giro d’affari di circa 6 miliardi l’anno. La chiusura di queste attività ha già causato 1,5 miliardi di perdite. La speranza è che si riuscirà a ripartire al più presto, anche se a rilento. Ne abbiamo parlato telefonicamente con Carmela Moffa che, da ben 14 anni, è titolare del rinomato salone “Il Bello delle donne“, sito in via Garibaldi.

E’ un periodo molto delicato, la perdita economica è abbastanza rilevante, ma le misure adottate, seppur restrittive, hanno contribuito a frenare i contagi in maniera decisiva. Il nostro, come quelli di tutti gli operatori del beauty, è un lavoro a stretto contatto con il cliente e la salute va tutelata prima di qualsiasi altra cosa. Sicuramente le perdite ci sono state, e anche tante: la primavera e l’estate rappresentano le stagioni nelle quali sono concentrati la maggior parte dei matrimoni in Molise, e tutta la cura delle acconciature, a partire degli sposi fino ai loro familiari, è parte una parte fondamentale del mio lavoro. Ho subito molte disdette, purtroppo. Si tratta di una catena, lavoriamo in sintonia, soprattutto con gli eventi nuziali: ristoranti, atelier, liste nozze, bomboniere, estetiste, fotografi e agenzie viaggi, quindi la perdita è stata rilevante per tutti. Il mio lavoro, così come gli altri, ovviamente, non riguarda solo la sfera nuziale, ma anche la clientela quotidiana, amata e affezionata. Per tale motivo, un dato preoccupante, a mio avviso, riguarda l’abusivismo di questa professione il quale non fa altro che peggiorare l’andamento delle nostre attività, oltre che ad essere molto pericoloso per la trasmissione del virus. Da ciò che si è appreso ci toccherà riaprire a giugno, anche se non abbiamo ricevuto ancora nessuna indicazione, ma già sono attiva nell’escogitare le strategie maggiormente adatte affinché il mio lavoro potrà svolgersi in assoluta sicurezza, permettendo ai clienti di stare tranquilli. Sono anni che svolgo questo mestiere e mai era accaduto un periodo di fermo così lungo; la mia speranza è che il mese di maggio ci sia d’aiuto in modo tale da riprendere, almeno in parte, le attività che accompagnavano la nostra quotidianità“.