Con l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo il turismo non è solo rallentato, ma si è fermato del tutto e fa anche fatica a vedere la luce in fondo al tunnel. Il Covid-19 ha sancito, in poche settimane, il crollo totale del turismo.
Il quattro maggio, in Italia, dovrebbe terminare il lockdown e a scaglioni è prevista la riapertura delle attività ma – con quali aspettative? – evidenzia Giuseppe Gennarelli, travel manager di Empire Travel, nota agenzia viaggi sita in Via Vittorio Veneto a Campobasso. Abbiamo sentito telefonicamente Giuseppe che, da ben 13 anni, svolge questo lavoro con due dipendenti Simona e Ilaria, entrambe travel agent. Giuseppe ci fa una breve panoramica di ciò che sta accadendo, in generale, alle agenzie viaggi e, in particolare, alla sua attività.
“La mia agenzia, ma credo un po’ tutte, sta avvertendo la crisi già da gennaio. I viaggi in Cina e poi in Oriente sono stati subito annullati. Con il primo caso a Codogno e, successivamente, con la questione di Vo’, siamo decollati verso una drastica situazione di fermo e prima del famoso DCPM di marzo che ha imposto misure restrittive per tutti, noi stavamo già piangendo. A febbraio avevamo circa 40 viaggi di nozze prenotati, tutti rimandati a data da destinarsi. Un piccolo sollievo c’è stato con la cassa integrazione sicuramente, almeno ha permesso delle entrate ai dipendenti per questo mese, ma nei mesi successivi non so cosa aspettarmi. I viaggi prenotati presso l’agenzia non sono annullati, sono solo sospesi in quanto non è contemplato un rimborso in denaro per i pacchtti – continua Giuseppe – ma un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da fruire successivamente. Insomma è stato un triplo lavoro: avvisare i clienti, cancellare le prenotazioni e poi, in tempi migliori, ri-prenotare il tutto.
Potrei anche riaprire l’agenzia appena possibile, ma chi prenoterà mai un viaggio se le frontiere internazionali rimarranno chiuse o, se non del tutto inaccessibili, verranno sicuramente limitati gli ingressi? Insomma non si prospetta una situazione rosea in questa seconda parte del 2020. Anche perché, oltre alla limitazione degli spostamenti internazionali, si pongono altri due problemi: il primo è legato alla questione economica; molti hanno perso il lavoro, molti liberi professionisti e titolari di attività hanno subito grosse perdite economiche e non credo che avranno tante possibilità di viaggiare. Il secondo problema – prosegue – riguarda la paura di spostarsi, dovuta all’ansia di contrarre il virus, che non è da sottovalutare. Insomma io sono una persona ottimista per natura, voglio sperare che, verso la metà di giugno, la situazione muti in meglio e almeno per le vacanze ci si potrà muovere in Italia“.
















