Primo maggio…una storia di forza e coraggio

1° maggio. Un esempio di forza e coraggio. Cercare di combattere anche contro le ingiustizie più grandi

Primo Maggio 2020, famiglie sul lastrico. Gente che ha perso il lavoro, gente che un lavoro “vero” non l’ha mai avuto, costretta a racimolare uno stipendio “a nero” per vivere e che, oggi, è ridotta alla fame. Il primo maggio 2020 è praticamente questo. Tre righe per descriverlo, senza similitudini o periodi lunghi che, spesso, mi contraddistinguono.

Era il 1886 e a Chicago molti lavoratori, scioperavano da giorni e manifestavano per il mancato rispetto della legge che istituiva il tetto delle otto ore lavorative al giorno. Seguirono manifestazioni spari della polizia contro la folla, così come altre proteste che furono represse con la forza. Gli organizzatori della manifestazione del primo maggio furono arrestati e processati. Sette condannati a morte, due condanne trasformate in ergastoli dal governatore dell’Illinois. Un condannato a morte si suicidò in prigione il giorno prima dell’esecuzione. Altri quattro furono uccisi, e secondo le cronache dell’epoca, cantarono anche la Marsigliese prima di morire. Nel 1890 la Seconda internazionale socialista ha prosso in tutto il mondo la festa dei lavoratori nella giornata del primo maggio.

In Italia la Festa dei lavoratori ricorre il primo maggio dal 1891, soppressa durante il periodo fascista, e poi ripristinata nel 1945. Significativo è il primo maggio del 1947 quando circa duemila persone, soprattutto contadini, manifestarono contro il “latifondismo” a Portella della Ginestra, a Palermo. Uno scontro duro che portò alla morte di molti manifestanti.  La ricorrenza, in Italia, è festeggiata anche con il “concertone” organizzato congiuntamente dai sindacati CGIL, CISL e UIL a Roma. Quella di quest’anno è la ventinovesima edizione del concerto, che a causa delle restrizioni per il coronavirus non sarà però in piazza a Roma, ma sarà trasmesso in TV e alla radio.