Suicidi, l’altra faccia della medaglia. Siamo così sicuri che andrà tutto bene?

Anche questa volta il divario ricchi e poveri è enorme: il divario di reddito, in Italia, tra ricchezza e povertà continua ad allargarsi da decenni, immaginiamo dopo una crisi economica dovuta ad una pandemia globale. Intanto, i suicidi e i tentati suicidi aumentano

Per Coronavirus ci sono stati 4.494.873 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia e 305.976 morti, come riporta l’aggiornamento del 17 maggio sul sito del Ministero della Salute. Leggere questi numeri è terrificante. Dietro queste cifre si nascondono persone che, nella maggior parte dei casi, non hanno nemmeno avuto modo di salutare i propri cari, andando via in punta di piedi e in silenzio. Medici, infermieri, oss, ausiliari, volontari, si sono trasformati in amici, preti, fratelli, sorelle e genitori per i malati, all’improvviso e da un giorno all’altro. Noi, da spettatori, abbiamo solo assistito a questo triste spettacolo.

Malauguratamente abbiamo assistito e continuiamo ad essere partecipi di continue morti, ma la causa non è il Coronavirus, ma il suicidio. E i motivi sono molteplici. C’è chi ha chiuso la propria attività l’undici marzo e non l’ha mai più riaperta, chi è stato travolto dai debiti, chi non riusciva ad affrontare questo momento, chi ha perso tutti i propri cari, chi per solitudine. Una disperazione fredda e incontrollata, una disperazione dovuta soprattutto ai contraccolpi della peggior crisi economica degli ultimi settant’anni. Che in Paesi particolarmente fragili, come l’Italia, rischia di avere tempi lunghi e dolorosi. Tutta questa voglia di riprendere non c’è, non perché non si ha voglia di lavorare, ma perchè è dura ricominciare senza una sicurezza economica, soprattutto per le piccole attività.

Negli USA uno studio, redatto dal Well Being Trust e dai ricercatori dell’American Academy of Family Physicians, stima che per il prossimo decennio ci saranno ben 75mila vittime legate alla crisi del coronavirus, classificate come “morti per disperazione“. Anche questa volta il divario ricchi e poveri è enorme: il divario di reddito, In Italia, tra ricchezza e povertà continua ad allargarsi da decenni, immaginiamo dopo una crisi economica dovuta ad una pandemia globale. Uno studio della Link Campus University di Roma segnala, tra il 2012 e il 2018, quasi mille suicidi legati a motivazioni economiche. Nei primi anni si trattava prevalentemente di imprenditori, poi soprattutto di disoccupati. Al 10 maggio l’Osservatorio riporta 42 decessi, di cui 25 nelle settimane del lockdown forzato e 16 nel mese di aprile, ai quali si aggiungono 36 tentati suicidi. Più della metà delle vittime è costituita da imprenditori.

Quindi, a questo punto, viene da chiederci: “qual è la soluzione per arginare il problema? Anzi, esiste una soluzione?”