Dolore e musica, tempesta di emozioni al Savoia con i solisti di Kiev

Dall'ensemble un messaggio forte nella variazione al programma . Escluso un brano russo

Nessun sorriso sui loro volti. Il lutto addosso. La paura e la tensione nei loro occhi. Un’esibizione magistrale, intensa, quella dei musicisti ucraini che sabato sera hanno suonato al Savoia di Campobasso.

Accolte con silenzio e rispetto le note del concerto della National Chamber Ensemble “Kyiv Soloists” che ha aperto con l’inno nazionale ucraino una serata d’eccezione. Sul palco anche l’oboista Francesco di Rosa per un evento inserito nella stagione concertistica dell’Associazione Amici della Musica “Walter de Angelis” di Campobasso.

Lungo, immediato e spontaneo l’applauso del pubblico all’ingresso degli artisti, prima del saluto delle autorità, il governatore Donato Toma e il vicesindaco di Campobasso Paola Felice, che hanno espresso vicinanza al popolo ucraino in questo momento tragico e totale disponibilità all’accoglienza dei profughi.

La lettura del messaggio di pace è stata affidata proprio al maestro Francesco di Rosa: ora più che la mai la musica è ponte di pace. Un messaggio diffuso attraverso le note di AlbinoniVivaldi, Rota e Bellafronte.

Il clima bellico ha inciso sul programma: l’ensemble ha sostituito un brano scritto dal russo Arenskij con due opere ucraine: Melody di Skoryk e la Sinfonia in Do Maggiore di Berezovskij.

Una sentita standing ovation ha chiuso la serata, che ha proposto un finale fuori programma: Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone.