PFAS, una minaccia per l’ambiente e la salute

Si accumulano nell’ambiente e nel corpo dell’uomo. E sono estremamente tossiche. Il loro nome scientifico è perfluoroalchiliche (PFAS) o acidi perfluoroacrilici: una famiglia di composti chimici utilizzati principalmente in campo industriale, cosmetico e tessile. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)  attualmente sono 4700 le sostanze artificiali che appartengono a questo gruppo. Tuttavia ancora non è disponibile una mappatura completa dei siti inquinati in Europa.

Sappiamo però che i PFAS sono presenti nell’acqua e nel cibo. E il bestiame allevato su terreni contaminati può accumulare PFAS nella loro carne, nel latte e nelle uova. Creme, cosmetici per la pelle, spray, prodotti per lucidatura e la pulizia di pavimenti, legno, pietra e automobili- si legge nella relazione “Emerging chemical risks in Europe — PFAS” dell’Agenzia europea dell’ambiente-    favoriscono l’esposizione a queste sostanze tossiche, le quali contribuiscono all’aumento di tumori a reni e testicoli, oltre allo sviluppo di malattie tiroidee, ipertensione gravidica e coliti ulcerose.

E nonostante le diminuzioni dei livelli di PFAS a catena lunga nel sangue umano, le concentrazioni di PFOA e PFOS (perfluorottanosulfonato e acido perfluoroottanoico, due classi di sostanze chimiche tossiche) misurate nel sangue umano continuano a superare i livelli di dose di riferimento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Ma cosa possono fare i consumatori? È difficile per i cittadini evitare totalmente l’esposizione ai PFAS, ma il contatto può essere ridotto utilizzando prodotti di consumo da etichette verdi. Intanto diversi paesi europei hanno fissato valori limite nazionali per l’acqua e il suolo (Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia), per i tessuti (Norvegia) e per i materiali a contatto con alimenti (Danimarca). E altre nazioni hanno fissato limiti di acqua potabile per PFAS specifici e per gruppi di PFAS. Per evitare gli enormi costi sanitari – decine di miliardi all’anno – la Commissione europea per la sostenibilità ha previsto, infine, una strategia che aiuterà sia a proteggere meglio i cittadini e l’ambiente da sostanze chimiche pericolose sia a incoraggiare l’innovazione per lo sviluppo di alternative sicure e sostenibili. Con la realizzazione di un preciso  quadro normativo che dovrà indicare le prove scientifiche sul rischio rappresentato dagli interferenti endocrini, dalle sostanze chimiche pericolose nei prodotti, comprese le importazioni, dagli effetti combinati di diverse sostanze chimiche e da sostanze chimiche molto persistenti.